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martedì 17 settembre 2013

Delirio di fine estate



When summer's gone
Where will we be?
Ciao, mi chiamo Charlie, cambio nome ogni sei mesi, ho quindici anni (non compiuti, ma mi piace arrotondare) e al momento sono davvero confuso.
In quest'estate mi sono successe tante cose e non le ho nemmeno sentite.
Sono in un periodo di grande confusione mentale, e forse è questo il motivo della mia insensibilità: sono troppo occupata a sopravvivere a me stesso. Sono due mesi e mezzo, ormai, che il mio umore varia da ora a ora -- disperazione, euforia, confusione, irritazione, ansia generalizzata, puro terrore -- impedendomi di intraprendere una qualsiasi attività costruttiva che non sia shopping frenetico su Crazy Factory.
Eppure ho fatto tante cose: ho ascoltato nuova musica -- sto iniziando a conoscere e amare Grateful Dead, Jefferson Airplane, Nine Inch Nails, Sex Pistols e Miles Davis, insomma un agglomerato di cose che tra loro non c'entrano una beneamata ma il mio cervello pensa che siano tanto belle.

Ho letto nuovi libri (recensioni very soon).

Ho anche fatto cose reali, sociali: ad esempio, ho provato droghe (tanto lo sapevamo che sarebbe andata a finire così, no? So quello che faccio, non finirò come Jim Morrison anche se mi piacerebbe tanto morire in una vasca da bagno).
Sono andata in vacanza ben tre volte, ed è un record personale. Al mare sulla riviera romagnola, poi in Camargue, nel sud della Francia, e poi in montagna con un'amica d'infanzia (la mia migliore amica dell'asilo persa di vista, per intenderci) che si è rivelata un personaggio interessante.

A parte la questione del sentirmi troppo giovane, le cose che ho fatto quasi non le sento.

Sì: mi sento troppo giovane per quello che voglio fare e per quello che ho già fatto. Tutta la generazione dell'Internet è troppo giovane per quello che ha fatto, in realtà.
Ho amiche più vecchie di me di pochi mesi che sniffano ketamina "ma meno della dose che mi viene data", fanno la doccia con trentaduenni conosciuti il pomeriggio prima in autobus, inghiottono boccette intere di ansiolitici dopo che la madre le ha scoperte a letto con una ragazza, finiscono in ospedali, centri sociali e tribunali. Perché sì, succede ogni giorno. Possiamo fare quello che vogliamo e poi pagarne le conseguenze come se fossero un premio.

E io? Io sono comunque un adolescente del '98. Forse meno socievole di come dovrei essere -- le cazzate le faccio da sola, solo ed esclusivamente per i miei egoistici e sperimentali scopi.

Il fatto di essere viva è un bel problema. Un po' lo vivo in prima persona, e un po' lo analizzo freddamente su taccuini che conserverò per il mio psicologo (da cui andrò presto, dati i pericolosi sbalzi d'umore che iniziano a notare pure parenti e amici).
Boh, forse le stronzate, o almeno quelle che faccio io, le si faceva anche un secolo fa.
O forse sto osservando con occhio troppo estraneo quella che oramai è la normalità.
D'altronde, è forse così strano non essere più innocenti e un filo spericolati? Ho quindici anni, amo l'arte, voglio fare la mia esperienza psichedelica e capire sentendo quello che il mondo ha da dirmi.
Penso che la soluzione a tutto questo sia fare stronzate. Tanto so quello faccio. Credo.
Non è vero, nessuno sa davvero quello che fa. Solo per il fatto che lo fa, vuol dire che non ha preso paritariamente in considerazione l'idea di non farlo. Ma se pensassimo sempre così, non andremmo da nessuna parte.
Il problema è che non so se sono lucido.
Penso che si spieghi da sola, la cosa, visti i miei preoccupanti sbalzi d'umore sopracitati. E non dimentichiamoci dei sporadici deliri di ambizione/riforma/megalomania/potenza che ho appena deciso di confessarvi, cosa che ho appena fatto. E dell'odio per me stessa che si può presentare il giorno dopo.

Ma, sorvolando su ciò, sono felice delle stronzate che ho fatto e sto facendo. Non so se me le sto godendo o sto andando troppo in fretta, ma non mi interessa. Meglio il rimorso che il rimpianto, no?
Non sto facendo nulla di dannoso per gli altri, e non credo proprio di starmi rovinando la vita.
Quindi è tutto ok.


Vi aggiornerò presto con le foto di quest'estate e con vari post colmi di sproloqui su quanto Elsa Morante fosse un genio e di come Timothy Leary fosse un demagogo.
Adios. C: