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giovedì 31 gennaio 2013

Gallows Pole (Led Zeppelin)

Oggi sono qui per riprendere una sorta di rubrica, Songs ♥, che avevo abbandonato quasi un anno fa.
E lo faccio in grande stile, con una canzone che spero molti di voi potranno apprezzare, dato che è molto orecchiabile e veloce malgrado l'argomento trattato.
Gallows Pole era, originariamente, una ballata tradizionale britannica, esportata poi negli Stati Uniti del Sud, nelle Bahamas e in Jamaica. Il titolo originale britannico è The Maid Freed From The Gallows, cioè "la fanciulla scampata alla forca". Narra di una ragazza condannata a morte che, in punto di essere giustiziata, vede arrivare i suoi parenti e amici e chiede loro cosa hanno portato al boia per salvarla dalla forca.
I Led Zeppelin ne incisero una versione, parecchio riadattata, probabilmente ispirata a quella americana data la parte di banjo inclusa verso la fine del brano, che inserirono nel loro terzo album (Led Zeppelin III... la fantasia di quei quattro mi stupisce ogni volta, lo giuro ♥).
Nella loro versione il protagonista, al contrario che nell'originale, è un uomo. Anche la storia narrata è molto differente: in The Maid Freed From The Gallows padre, madre, sorella e fratello vanno un dopo l'altro dalla ragazza in punto di morte, che li implora di pagare una tassa e dare dell'oro all'esecutore per salvarla. I suoi parenti, però, le rispondono duramente; ciascuno di loro dice: None of my gold now you shall have / nor likewise of my fee / for I am come to see you hang'd / and hangèd you shall be, cioè "non avrai il mio oro e così vale per la parcella, sono venuto per vederti appesa e appesa tu dovresti essere". Alla fine giunge il suo true-love con denaro e oro che la salvano dalla forca. In questa versione, beh, le cose stanno molto diversamente.
In questo periodo avevo voglia di esercitarmi con l'inglese, così mi sono impegnata a capirne il testo ascoltandola - con un po' d'aiuto, ma davvero poco!, dei testi online - e tradurla - completamente in autonomia! *si compiace*
Leggete e ascoltate, ci leggiamo alla fine! ;)


lunedì 28 gennaio 2013

Ghetto saretino and other random things.

Tutti i riferimenti a certi miei compagni di classe rapper del ghetto di Sarezzo, che vanno in giro con la ghenga e la sprenga, sono puramente casuali.
Stamattina mi sono risvegliata dal mio torpore emozionale.
Interrogata in matematica, tra agitazione, sonnolenza e prese in giro mentre cercavo di concentrarmi ho preso sei e mezzo. Prima avevo la media del nove, ora si è abbassata.
A me va benissimo così: ho la sufficienza (che è l'importante, no matter what) e non ho l'ansia dell'oddiodevomantenereilvoto.
Il professore si aspettava di più "visti i risultati precedenti".
E così, quando mi ha comunicato il voto con frase piena d'aspettative infrante annessa, il mio io incazzato si è risvegliato. Allelujah. Sono andata avanti tutta la giornata a lamentarmi internamente del mondo e delle persone. Tanto per cambiare un po', visto che di solito mi lamento di me stessa.
Come ai vecchi tempi. Come in prima media, quando aprii questo blog e lo lasciai marcire per un anno mentre sviluppavo il mio carattere instabile e insicuro.
Come quando non ero ancora una pacifista, ma preferivo dare la colpa di tutto agli altri e prendermela abbestia con chiunque.
Come nel mio periodo emo. Uuuh, mi manca il mio periodo emo. Ero così confusa e felice.
Tra l'altro in questi giorni mi stanno tornando alla mente eventi e abitudini legati alle medie. E pensare che è passato meno di un anno da quando ho lasciato quel luogo di perdizione.
L'altro giorno sono uscita con una mia amica, compagna di classe di queste buie superiori, e sull'autobus ho incontrato dei vecchi compagni di scuola. Si portavano addosso ancora l'atmosfera della gente senza futuro che pensavo fosse tipica delle scuole medie che frequentavo. Vestiti larghi, stile da ragazzini del ghetto, "rasta" - nome che 'sta gentaglia ha affibbiato ai dreadlocks -, sigarette scadenti, urla e sfottò.
La mia ex scuola era decadente, ma era una faccenda psicosomatica, perché era piena di questi ragazzi, le cui vite il destino, malgrado non creda che esista, ha fortunatamente allontanato dalla mia.
E 'sta gente se n'è andata all'Olivieri, al De Andrè, al Mantegna e al Golgi, a divertirsi. Forse alcuni di loro usciranno felici dalla loro condizione di impotenza e si costruiranno una vita degna di essere chiamata tale. Invece dal nostro liceo scientifico cupo e freddo come un maledetto lager usciranno centinaia di persone inutilmente preparate per il nulla che le attende.

Il bello è che oggi non ero nemmeno depressa, e me ne esco con questi post al posto di scrivere i miei racconti scaccioni e socialmente utili

Varie ingiustizie

Gli israeliani si lamentano da sessantacinque anni dello sterminio subito.
Intanto i palestinesi lanciano loro sassi, e loro rispondono con i missili.
È per questo che oggi io mi rifiuto di parlare di olocausto.
E anche per i russi, i cinesi, gli afghani, gli iracheni, i vietnamiti, i cubani e i sudamericani, gli abitanti del Rwanda, dell'Egitto, della Libia, della Siria, dell'Africa subsahariana, del medio oriente, del Kosovo, dell'ex Yugoslavia. Per i gay, le donne, le minoranze etniche e religiose.
È colpa di tutti se decine di milioni di persone sono morte ingiustamente e continuano a morire.
È colpa anche dell'indifferenza dei più e della cupidigia di molti, non solo del fondamentalismo religioso o della degenerazione degli ideali politici di pochi.
Quindi no, su Fly Away niente post struggenti sulla Shoah, mi dispiace. Né oggi, né mai.

Giovedì, a religione.
Il professore inizia la lezione. - Come sapete, ragassuoli, ogni giorno decine di cristiani vengono uccisi perché praticano la loro religione. Ciò accade soprattutto nei paesi islamici. Volevo parlarvene perché siamo vicini al 27 gennaio, la giornata della memoria, e sarebbe giusto parlare anche di altre categorie di vittime... -
A Jordan sono partiti i cinque minuti. - Della persecuzione della comunità LGBT da parte della Chiesa cattolica e non solo non ne vuole parlare, vero? -
- Ma non è la stessa cosa... -
È via con discorsi sulla convivenza, su Hitler, sui matrimoni, su tutto meno che sugli LGBT. Odio quel professore. Malgrado le evidenze, di cui gli ho persino portato degli esempi, ha negato che la Chiesa abbia troppo potere sullo Stato ma ha ammesso che la Chiesa è una società finanziaria dicendo che le lobby sono una cosa buona. Ha lasciato intendere che le coppie conviventi e omosessuali non meritano i diritti di quelle etero e sposate, e anche che il cattolicesimo è l'unica religione accettabile. Il tutto mantenendo la sua facciata di laureato in filosofia che non si sbilancia. Questo me lo fa odiare il triplo. E ogni lezione finisce con me che discuto con il professore lanciando frecciatine sarcastiche sul suo credo che lui fa amorevolmente finta di non sentire.
Ho fatto i salti mortali per difendere gli occultisti e i satanisti innocui malgrado il mio agnosticismo, ora mi tocca difendere quelli come me, gli LGBT, e le coppie non sposate come sono stati per lungo tempo i miei genitori. Mi schiero in prima fila.
Aaaaaaaaaaknkjskjrvkjsojvoqoierbf basta con 'sti post su Facebook sull'olocausto, pls

giovedì 24 gennaio 2013

Giornate normali.

È ancora un periodo tranquillo. Per ora.
Sto riuscendo a scrivere qualcosa di decente, non ho ancora capito se un racconto molto lungo o un romanzo molto corto, e non mi deprimo più se non riesco a suonare l'assolo di Heartbreaker o la parte di basso di Ramble On.
Però ultimamente ho imparato Stairway to Heaven - si, fare chitarra classica serve a stupire i chitarristi elettrici cazzoni che non la sanno fare - e la linea di basso di Futurism.
E sto iniziando a conoscere ed amare i Clash. Joe Strummer amava George Orwell, e io di conseguenza amo lui oltre che a Georgie stesso e al mio bruttissimo marito Thomas Yorke. E Robert Plant. E David Bowie.
Lo so, lo so, sono troppo buona, oggi, e vi regalo bella musica e foto di fighi assurdi.
Di foto (ma anche di canzoni) potrei appicciarne al post un altro mezzo milione, ma non penso abbiate i miei stessi gusti. E poi sono il mio tesssoro e io sono risaputamente un'egoista ignobile.
Ma usciamo dal discorso mariti.
Vi ho anticipato che ultimamente sto scrivendo un po'. È il risultato della mia ispirazione morente defribillata dalla ripresa delle letture.
E poi boh, non so cosa dire. Mi piace una ragazza e oggi l'ho incrociata sulle scale. La cosa strana è che avevo gli occhi puntati altrove e non l'avrei nemmeno notata se non avesse sempre quel profumo addosso che mi ha fatto capire che il lampo arcobaleno che era sfrecciato alla mia sinistra era la sua sciarpa.


Chiudo con una foto random scattata a Jimmy a Natale. Stavo armeggiando con la macchina fotografica nuova e il gatto ha avuto la buona idea di sbadigliare mentre io non ero pronta. Così gli ho scattato la foto lo stesso, anche se è venuta sfocata da far schifo. Ammettetelo, è il degno felino di Satana.

venerdì 18 gennaio 2013

Penso di credere alla reincarnazione. Intendo dire... non posso mentire a me stessa, io non ci credo, solo che se fosse reale si spiegherebbe perché sono così identica ad una persona morta.
No, non voglio pensarci. Please, rinsavisci, Jordan the Scientist.
Sono l'unica nell'universo con questi problemi? D:
...
Ma come posso essere così fottutamente uguale? No, mi correggo, non gli assomiglio. Semplicemente mi comporto come se fossi lui! Insomma, no! NO! Aiuto! Questa faccenda va avanti da due anni, ma non è mai stata così forte!
Forse è una mia impressione temporanea, ma ho la sensazione che qualcosa non quadri. Cos'ho in testa? D:

mercoledì 16 gennaio 2013

Kalos kai agathos.

(Titolo random causato dal troppo studio della storia greca.)
È un periodo abbastanza sopportabile. Ma sst, è meglio che non lo ripeta, o peggiorerà.
La gente è sempre più idiota, o forse sono io che ne sto realizzando solo ora il livello di ignoranza e stupidità.
A scuola va bene, ho appena ricevuto il pagellino e ho tutti i voti sufficienti, senza contare il nove in matematica e IN CONDOTTA - miracolo, alle medie avevo sempre otto. Per il resto i voti sono quasi tutti otto, più un sette e tre sei.
Il primo quadrimestre mi è andato di lusso, ripensandoci. Non ho nemmeno studiato tanto, anzi, il minimo indispensabile. E non è che il mio sia un liceo per fancazzisti.
Continuerò su questa strada, forse studiando un pelo di più. Così non mi sveglierò la mattina con l'ansia del "ommioddio, non so una cippa di [inserire qui materia a caso]".


Tanto l'altro giorno, leggendo On the road di Kerouac (si, sono riuscita a riprendere la mia attività di lettura, malgrado tutto! :D), ho deciso che quando finirò il liceo non mi iscriverò subito all'università. Non voglio infognarmi da qualche parte e finire a fare proprio il tipo di vita abitudinario, chiuso e noioso che odio e che tutte le persone che mi conoscono, persino mia madre, si aspettano che faccia.
A diciotto anni prenderò la patente, riempirò una valigia, comprerò un biglietto di sola andata per Londra e da lì si vedrà. Via, in Inghilterra. Forse studierò lì, forse vivrò alla giornata scrivendo, suonando e fumando, forse me ne andrò a girare l'Europa o gli USA. Via di qui, via, non mi interessa della crisi, non mi interessa se "la gente di oggi non è quella di cinquant'anni fa", non mi interessa cosa dicono tutti questi esseri umani senza uno scopo nella vita.
Finirò sotto i ponti? Finirò in esilio volontario in un appartamento, senza nessuno, sempre strafatta di eroina e acidi vari come qualsiasi vecchia rockstar depressa? NON LO SO, non lo so, so solo cosa voglio fare della mia vita e cosa devo evitare per non fallire.
Sicuramente seguiro la mia passione per la filosofia, la psicologia, le altre scienze cognitive, le arti, la criminologia, la chirurgia, la politica, la Natura, eccetera eccetera eccetera.
La mia vita ha improvvisamente acquistato senso.

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ANGOLO FISSAZIONE PER I RADIOHEAD


Foto trovata su Facebook. Un tizio commenta sotto: "Sembrano i Tokio Hotel". Giuro che ho riso per mezz'ora. Oddio, guardate Thom, guardate i suoi capelli da Barbie vamp. E l'espressione molto allegra di Jonny. Questi nani hanno preceduto la moda emo di dieci anni.

venerdì 4 gennaio 2013

Bowie!

You've got your mother in a whirl,
she's not sure if you're a boy or a girl.
(Rebel rebel, how could they know?)