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martedì 17 settembre 2013

Delirio di fine estate



When summer's gone
Where will we be?
Ciao, mi chiamo Charlie, cambio nome ogni sei mesi, ho quindici anni (non compiuti, ma mi piace arrotondare) e al momento sono davvero confuso.
In quest'estate mi sono successe tante cose e non le ho nemmeno sentite.
Sono in un periodo di grande confusione mentale, e forse è questo il motivo della mia insensibilità: sono troppo occupata a sopravvivere a me stesso. Sono due mesi e mezzo, ormai, che il mio umore varia da ora a ora -- disperazione, euforia, confusione, irritazione, ansia generalizzata, puro terrore -- impedendomi di intraprendere una qualsiasi attività costruttiva che non sia shopping frenetico su Crazy Factory.
Eppure ho fatto tante cose: ho ascoltato nuova musica -- sto iniziando a conoscere e amare Grateful Dead, Jefferson Airplane, Nine Inch Nails, Sex Pistols e Miles Davis, insomma un agglomerato di cose che tra loro non c'entrano una beneamata ma il mio cervello pensa che siano tanto belle.

Ho letto nuovi libri (recensioni very soon).

Ho anche fatto cose reali, sociali: ad esempio, ho provato droghe (tanto lo sapevamo che sarebbe andata a finire così, no? So quello che faccio, non finirò come Jim Morrison anche se mi piacerebbe tanto morire in una vasca da bagno).
Sono andata in vacanza ben tre volte, ed è un record personale. Al mare sulla riviera romagnola, poi in Camargue, nel sud della Francia, e poi in montagna con un'amica d'infanzia (la mia migliore amica dell'asilo persa di vista, per intenderci) che si è rivelata un personaggio interessante.

A parte la questione del sentirmi troppo giovane, le cose che ho fatto quasi non le sento.

Sì: mi sento troppo giovane per quello che voglio fare e per quello che ho già fatto. Tutta la generazione dell'Internet è troppo giovane per quello che ha fatto, in realtà.
Ho amiche più vecchie di me di pochi mesi che sniffano ketamina "ma meno della dose che mi viene data", fanno la doccia con trentaduenni conosciuti il pomeriggio prima in autobus, inghiottono boccette intere di ansiolitici dopo che la madre le ha scoperte a letto con una ragazza, finiscono in ospedali, centri sociali e tribunali. Perché sì, succede ogni giorno. Possiamo fare quello che vogliamo e poi pagarne le conseguenze come se fossero un premio.

E io? Io sono comunque un adolescente del '98. Forse meno socievole di come dovrei essere -- le cazzate le faccio da sola, solo ed esclusivamente per i miei egoistici e sperimentali scopi.

Il fatto di essere viva è un bel problema. Un po' lo vivo in prima persona, e un po' lo analizzo freddamente su taccuini che conserverò per il mio psicologo (da cui andrò presto, dati i pericolosi sbalzi d'umore che iniziano a notare pure parenti e amici).
Boh, forse le stronzate, o almeno quelle che faccio io, le si faceva anche un secolo fa.
O forse sto osservando con occhio troppo estraneo quella che oramai è la normalità.
D'altronde, è forse così strano non essere più innocenti e un filo spericolati? Ho quindici anni, amo l'arte, voglio fare la mia esperienza psichedelica e capire sentendo quello che il mondo ha da dirmi.
Penso che la soluzione a tutto questo sia fare stronzate. Tanto so quello faccio. Credo.
Non è vero, nessuno sa davvero quello che fa. Solo per il fatto che lo fa, vuol dire che non ha preso paritariamente in considerazione l'idea di non farlo. Ma se pensassimo sempre così, non andremmo da nessuna parte.
Il problema è che non so se sono lucido.
Penso che si spieghi da sola, la cosa, visti i miei preoccupanti sbalzi d'umore sopracitati. E non dimentichiamoci dei sporadici deliri di ambizione/riforma/megalomania/potenza che ho appena deciso di confessarvi, cosa che ho appena fatto. E dell'odio per me stessa che si può presentare il giorno dopo.

Ma, sorvolando su ciò, sono felice delle stronzate che ho fatto e sto facendo. Non so se me le sto godendo o sto andando troppo in fretta, ma non mi interessa. Meglio il rimorso che il rimpianto, no?
Non sto facendo nulla di dannoso per gli altri, e non credo proprio di starmi rovinando la vita.
Quindi è tutto ok.


Vi aggiornerò presto con le foto di quest'estate e con vari post colmi di sproloqui su quanto Elsa Morante fosse un genio e di come Timothy Leary fosse un demagogo.
Adios. C:

venerdì 28 giugno 2013

Rapporti umani DIY (Ritorno ad una pseudonormale adolescenza #1)

DISCLAIMER
Credo che l'evoluzione umana sia ancora possibile, con il miglioramento e la riprogrammazione della nostra psiche e società e con la tecnologia, e un po' per questo e un po' perché penso che le obiezioni siano il sale della vita ho la brutta abitudine di non farmi andar bene nulla. Sì, insomma, pur con tutta la più buona volontà, per certe persone potrei risultare un tantinello arrogante.
Mi rendo conto che è inutile dire quanto io pensi prima di scrivere e quanto sia propens* a vedere le cose da più punti di vista: per molti sarò sempre un* quindicenne fricchetton* che della vita non sa niente. Quindi, gente, questo disclaimer è per dirvi che, con i miei "bisognerebbe", esprimo solo i miei speranzosi ideali; non credo di essere Gesù venuto a salvare il mondo e in fondo in fondo non prendo sul serio né me né voi. Vengo in pace, distribuisco cuori e biscotti e un giorno lontano finirò persino di rompervi le palle. Amen.
 
 
 
Con la netta sensazione che questo disclaimer finirà nella pagina nel foglietto informativo, vi lascio ai miei sproloqui. Sigla!
 
 
 
Sì, sono tornat*; sì, sto scrivendo in italiano; sì, ero stat* risucchiat* (mannaggia a 'sto italiano che mi costringe a mettere un milione di asterischi) dalla gravità dell'iperspazio.
Non so che mi è preso, in questo periodo. Sono successe così tante cose che non so da dove cominciare -- e soprattutto non so cosa dire e cosa non dire.
Com'era?, "il compito dello scrittore è saper tagliare una storia e illustrarne solo le parti giuste", o qualcosa del genere? Beh, spero di riuscirci, dato che penso che il mio muscolo per la scrittura di post sia un po' atrofizzato.
Allora. Un anno di liceo è ormai andato, e scolasticamente non ho nessun debito.
Ho fatto tante cose, durante quest'anno. Mi sono depress*, ho incontrato gente, partecipato a manifestazioni, mi sono depress* di nuovo, ho scoperto come non deprimermi e cosa significano i miei assurdi sbalzi d'umore, sono andat* da una psicologa, ho scritto poco ma bene, ho pensato tanto e bene, ho dormito cinque ore al giorno ascoltato musica sei, ho fatto la stronza isterica e il camionista scaricatore di porto, mi sono sentit* Dio in terra e mi è stato detto più volte che sono stran*/interessante/intelligente/enciclopedia/sovrannaturale.
So cosa farò nella vita e finalmente so cosa amo fare, qualcosa per cui valga la pena vivere -- di questo parlerò in un altro post, eh?
So cosa farò nei restanti quattro anni di liceo al posto di annoiarmi.
So cosa significa nutrire sentimenti stupidi pur non essendo una ragazzina idiota ma solo un intelligenton* masochista.
Io so.
(Scusate la poca modestia, scrivo da una sfacciata crisi maniacale. Amo le crisi maniacali. Amo voi.)
Maaa non sono qui per parlare di queste cose. Sono qui per parlare di come è cambiato -- leggermente ma decisamente -- il mio modo di comportarmi.
Rapporti umani. Parliamone.
Io ho una considerazione forse un po' bizzarra di come gestire e intrattenere relazioni. Le vedo come un intreccio di cause (le motivazioni, consce e inconsce, ma ci sono sempre) e effetti (il tipo di relazione, insomma). Queste due categorie dipendono enormemente dalle due persone che le intrattengono -- dico "due" perché, anche prendendo come esempio un gruppo affiatato di tre amici, Tizio, Caio e Sempronio, è impossibile che Tizio si relazioni con Caio come si relaziona con Sempronio, perché sono due persone diverse.
Per questa mia concezione non credo nelle categorie fisse -- amico, fidanzato, conoscente, amante, 'sticavoli fritti -- come non credo nel matrimonio come "legame indissolubile tra uomo e donna atto alla procreazione e alla tutela di figli e patrimonio" (lo vedo più come un contratto di tutela tra gente che si ama, diciamo).
Ora cercherò di spiegarvi il mio punto di vista con vari esempi e/o metafore, come da manuale (lo faceva anche Gesù, no?).
Pensate ai vostri amici. Ne avete uno per ogni interesse che avete (o quasi), come l'amico con cui parlate di musica, l'amico che vi presta i libri, l'amico nella vostra squadra di calcio, l'amico che vi rifornisce di erba, l'amico con cui comprate scarpe. (Dico amicO perché mi pesa troppo il culo per mettere gli asterischi. ♥) Con alcuni avete più cose in comune e magari le categorie, che so, "libri" e "musica" coincidono, e con altri avete un rapporto più duraturo o intimo, condividete più idee o avete una sensibilità più affine. Ma non tutti gli amici sono uguali, quindi, per quella faccenda tanto freddina del causa/effetto, cambia anche il tipo di amicizia (anche se il nome generico del rapporto rimane amicizia).
Probabilmente non sono l'unic* a pensarla così riguardo agli amici, ma mi sembra che pochi, a parte me e una persona che entrerà in scena a breve, portino questo ragionamento anche nell'osticissimo campo dei vari """fidanzamenti""" e """innamoramenti""". (Scusate le tante virgolette, è che mi sembrano termini obbrobriosi.) Ecco. Ri-parliamone.
Quando e se siete stati con delle persone in un modo meno superficiale dell'amicizia (non che le amicizie siano superficiali, anzi; sono convinta che le più grandi "amicizie" passino automaticamente alla categoria amore, solo senza sesso&affini e/o romanticismo -- ma, siamo sinceri, il romanticismo, il sesso e gli affini fanno l'amore? Ecco, parlerò pure di questo, dai), non è stata la stessa cosa con, diciamo, i tre vostri ammori -- diciamo Tizio, Caio e Sempronio, che a quanto pare sono nomi molto diffusi?
No? Non mi sorprende. Se foste stati petulanti e un po' masochisti come me e aveste fatto un po' di psicanalisi su voi stessi, vi sareste accorti che il rapporto con il """partner""" dipendeva ogni volta da cause -- consce, inconsce, prima inconsce e poi portate a galla con l'introspezione, prima consce e poi dimenticate nei recessi della mente, meschine (ogni essere umano è un po' meschino, accettatelo e siate felici della vostra mente incredibile) o pure come la neve -- da cui il rapporto dipendeva in un modo che non immaginavate.
Bisognerebbe -- questa è la mia opinione di quindicenne, eh, potete odiarmi quanto volete per la mia saggia inesperienza -- fare un po' più di autoanalisi, anche se fa male, prima di stare con una persona. Bisognerebbe essere sinceri con se stessi prima che con gli altri. Bisognerebbe liberarci dei sogni di romanticismo (matrimonio, casa, come insegnano nei film) che spesso sono pieni di bugie e contentini, e vivere come vogliamo -- sì, nel rispetto degli altri -- guardandoci bene nel cervello.
Intendo dire: ti piace uno perché è bello? Va benissimo, l'attrazione estetica è molto ok; non sto scherzando, davvero, ognuno ama come gli capita di amare. Però non raccontarti balle dicendo quanto ami la sua personalità o cose del genere.
Ti piace uno perché scopa da Dio? ["M-ma da quando sono così poco fine?" "Da sempre, Morg, da sempre."] Idem per sopra. L'amore fisico è bello, sano e fa dimagrire, ma non cercare di camuffare la natura del tuo amore come qualcosa di romantico-preconfezionato (il MALE) (?). Vivi sincero e sarai libero. (Sempre che non ci sia qualche motivo tantrico o che altro, anche se mi pare abbastanza raro.)
Ma anche: ti piace uno perché ci puoi discutere di qualsiasi cosa, è super sensibile, super intelligente, ti conosce meglio di quanto faccia tu, fa discorsi wow? Ecco, questo è già ammmore. Non confinatelo, lasciatelo evolvere. Se non lo fa, l'importante è comunque lasciargliene la possibilità.
Ecco, fondamentalmente per me la differenza tra "amicizia" e "amore" è un certo livello di intensità e coinvolgimento. Non so quale sia di preciso, penso che cambi caso per caso, ma forse è quando entrambi ce ne si rende conto. Boh.

Ecco,   D O P O   Q U E S T O   L U N G H I S S I M O   D I S C O R S O   ho un annuncio da fare.
Dovevo imparare a non stressare i miei """amici""" e la mia migliore amica/qualcosadipiù con i miei discorsi filosofici, ma a conviverci felicemente e basta. Le persone con cui potrò parlare di queste cose -- pesanti e articolate e anche abbastanza inutili e poco interessanti -- arriveranno, un giorno, ma non devo avere fretta. Ah, e dovevo anche essere meno chiusa e a sfoderare la mia vena eccentrica dalla sua custodia di silenzio e sguardi persi.
Ce l'ho fatta, pensate un po'. Ora so convivere con persone adorabilmente infantili e poco coerenti senza modificare le mie manie di miglioramento ma senza stressare la gente, anzi, assorbendone e studiandone con gaia scienza i lati più pittoreschi.
Ho persino due migliori amiche, compagnie sporadiche, un gruppetto con cui sfasciarmi allegramente di risate e altre cose poco dubbie (questo non è il post in cui parlarne, ma mi esprimerò presto), partecipo alle riunioni della sezione giovanile dell'ANPI, eppure, signor@ e signor*, non ho perso la mia verve né il mio sfrontato, imbronciato e indipendente individualismo.
Anziii, ho sviluppato nuove teorie filosofiche psicologiche cazzonesò.

La cosa più importante è che ho una ragazza, più o meno. (Notate quel più o meno, grazie.) È la mia compagna di classe conosciuta ad agosto scorso e diventata ben presto una delle mie migliori amiche. La chiamerò M (lo so, ho fantasia).
M si trova bene con la sua identità di genere: "è" una ragazza a tutti gli effetti, al contrario di me che lo sembro solo (suona male, ma è così. Lol.). Abbiamo in comune la pansessualità, cioè l'attrazione  per il pane   per le padelle  per gli esseri umani senza distinzione di genere o sesso.
Oltre a quella condividiamo l'amore per la musica, la fotografia, l'orientamento politico, la maggior parte delle considerazioni sulla società e sulle relazioni e un sacco di altra roba. Ah, e condividiamo un bong.
Diciamo che né io né lei crediamo che questo tipo di cose normali (stare insieme pubblicamente con tanto di stati su Facebook e dichiarazioni ufficiali di non so cosa), ma a me piacerebbe adeguarmi, per una volta. Solo per vedere le facce scandalizzate di chi vedrà due ragazze -- nessuno tranne lei e V sa che io non lo sono -- stare apertamente insieme. Dovrò proporglielo, sarebbe divertente.
La definizione del nostro rapporto è che lei è la persona più importante che ho (vabbé, senza dimenticarci di mamma e papà) e la cosa è reciproca. Ci capiamo, ci sosteniamo, sappiamo forse troppe cose l'un* sull'altra. Anche se forse io so più cose di lei di quante lei ne sappia di me, ma sst, questo è per le ore di chiacchierata psicanalitica.
Di lei sono anche stat* innamorat* in modo adolescenziale. Cioè, per una settimana, alla fine della scuola. Ero tutt* gelosia, dipendenza psicologica e masochismo assoluto, pensavo che sacrificarmi alla causa M fosse l'unica cosa giusta da fare. Poi è passato, non senza lasciarsi alle spalle fastidiosi effetti collaterali, e ora il rapporto è paritario.
Anche lei ha provato qualcosa di simile per me, ad Aprile. Quindi, in effetti, il rapporto è davvero paritario.


 
Diciamocelo chiaro e tondo: era ora. Io non sono cambiat*. Sono riuscit* a sembrare, per la prima volta, quello che sono. Mi metto in gioco. E nemmeno innamorarmi in quel modo mi ha reso divers*, anzi, mi ha fatto capire molte cose di me e del mondo.
È vero, io sono comunque io, e sono una persona malinconica. In autobus sto zitt* e guardo fuori dal finestrino, per strada cammino di fretta anche senza una destinazione precisa -- cosa da modificare n. 1 -- , sono fondamentalmente pigr*; ma quando capita, ora mi metto in gioco, e ci guadagno anche esperienza. Forse qualcuno inizierà a darmi retta anche se non ho nemmeno quindici anni.
Ecco, questa mancanza di fiducia da parte di voialtri anziani disillusi è l'unica cosa che va storta nel campo sociale.
 
Ora vi lascio, devo scrivere. Mannagg', in un anno ho scritto così dannatamente poco -- o meglio, ho scritto e poi cancellato. Fiducia nelle mie capacità, saltami addosso, per favore.
Vi cito solo una frase bella e un po' out of topic dal mio telefilm preferito.
 
Un amore non corrisposto è un amore meraviglioso, perché non dovrà mai cambiare, non dovrà mai crescere e soprattutto non dovrà mai morire.
Vince, Queer as Folk 
 
 
PS: mi dispiace per l'assenza. Perdonatemi, ma il tempo fugge troppo velocemente, soprattutto quando si è in vacanza.
 
Morg

sabato 4 maggio 2013

Back from the lethargy

Hi, folks. As you've seen, I'm back.
Ok...
ASDFGHJKL QWERTYUIOP ZXCVBNM I'M SO HAPPY I MANAGED TO TRANSLATE PAGES AND LABELS AND PROFILE AND NOW I'LL BE ABLE TO LIVE THIS BLOG JUST LIKE I'M REALLY FROM ENGLAND
*Ehm*
I know, I'm late. I thought I'd have been back before may, but it's the 4th, so... well, now I'm here.
I just realized it isn't so easy to write in English when you have to give vent to your thoughts quickly, but I'm here to improve.
Whatever, here life is more boring than ever, but spring finally arrived. I'm going to a photography class and I'm learning a lot of useful things about how to control light, focus etc.

No hate, please. This is just a silly photo I took for the class, but I love it
so I made it my screensaver.


But let's summarize what happened during this last month.

Outerspace gravity

I'm back.
*disturbing movie music*

Everything in my life is about space -- strangeness, distance, isolation, alienation, big unexplored spaces and The Unknown. And so will my blog.
Outerspace gravity is what keeps me out of the fast, well-oiled world, or maybe that's what keeps me too deply inside it.
Oh gosh I think I just failed at English.
It doesn't matter.

Let's explain things how I always do.

It's so lonely here.

I can't ignore I love loneliness insanely,

but sometimes stars can frighten.

And bzzztuwgdijff.

venerdì 22 marzo 2013

Ciao, Fly Away.

Sì, il blog chiude.

Santo Ian, hai terminato il tuo lavoro da angelo custode del blog. (?)
Ora puoi riposare in pace, ti amiamo tutti quanti, sei bello

Quando l'ho creato, nel marzo 2010, sfruttando la settimana di vacanza di mia madre per fare tutte le cose che in sua presenza mai avrei potuto fare, avevo bisogno di trasgressione.
E benché avessi undici anni, quella piccola trasgressione l'avevo davvero trovata.
Poi, però, l'avevo semplicemente lasciata marcire in un angolo del web, fino al 12 marzo 2011, giorno del primo post. Mi ricordo che il quel post feci qualche accenno a Fukushima, perché il terremoto in Giappone aveva fatto il suo disastroso lavoro appena qualche giorno prima.
Il resto è storia, più o meno.
Il blog è cresciuto, mi sono fatta - e successivamente fatt* - pubblicità, ho cercato di cambiare target, il tutto a seconda dei miei temporanei passatempi. Se prima vagheggiavo su moda e musica pop, poi ho iniziato a introdurmi nell'ambiente pseudo-letterario, e poi ancora si sono aggiunti un miliardo di post sulla musica.
Nonostante i miei tentativi di spersonalizzazione, questo blog è di fatto caratterizzato dai miei post cupi, dalle mie lamentele, dai miei sproloqui filosofici, dai miei fangirleggiamenti.
Questo blog è me, mi rappresenta, nella sua malata inutilità. Ma non abbastanza.
Ho intenzione di chiuderlo, o almeno di renderlo invisibile e magari riaprirlo un giorno per vedere le reazioni delle persone che lo leggeranno. Sicuramente ne salverò una copia in PDF, prima di staccarlo dal respiratore tra due giorni esatti. La copia la farò domenica pomeriggio, poco prima di chiudere tutta la baracca, quindi se volete lasciare un commento con critiche varie al mio operato di due anni o semplicemente un saluto al blog potete farlo, perché salverò anche i commenti. Se volete sapere con che sito lo farò perché ne volete usufruire o siete solo curiosi, eccovi il link.
Potete dire addio a Fly Away, quindi.
Ma non a Jordan.
Tornerò, presto, probabilmente. E se non sarà così presto, non smetterò comunque di seguire le persone fantastiche che ho trovato grazie a questo sito.
Sì, tornerò, tutti ritornano prima o poi. E chi vorrà leggere il mio futuro blog sarà costretto a farlo in lingua britannica.
Ha senso? Sì? No? Chi mi ama, mi segua! (?)

domenica 17 marzo 2013

Juventute & writing progress

Sto sviluppando un radar per le persone frustrate.
E ultimamente sembra che tutte vogliano sfogarsi su di me.
Soprattutto perché sono giovane, ecco. E perché ho ancora qualche sogno, e non nel cassetto, ma ben dritto all'orizzonte.
Ammetto di essere stat* frustrat*, anche se sono ancora giovane, ma non mi sembra di essermi sfogata sugli altri dicendo loro quanto fanno schifo e quanto siano immaturi quattordicenni, non trovate?
No, non potete trovare. Non sono una persona malvagia.
La vecchiaia, quella dell'anima, rende cattive persone. E io per ora sono ancora giovane, stanc* ma giovane, con un sacco di buoni propositi, ideali, sogni, principi auto-imposti che più liberi e giusti di così non saprei dove trovarli, e quant'altro. Sì, ho i miei disturbi psicologici, ma ama il tuo dolore e diventerà la tua forza. Sì, sogno l'utopia e la inseguo, ma perché dovete per forza volere che diventi come voi?
Voglio rimanere per sempre giovane, o al massimo morire prima di poter invecchiare internamente.
C'è gente che non invecchia mai, altri che lo fanno solo poco prima di morire, altri che a quarant'anni già hanno perso tutto, e alcuni che per indole a venticinque anni hanno accumuli di bile e ulcere da quanto sono acidi. E certi si sfogano su chi sta ancora più o meno bene.
State giovani, pls. O diventerete il cancro del mondo. Perché diventando persone malvagie e frustrate diventerete potenzialmente distruttive, tipo banchieri, tipo dittatori, o tipo la gente che amerei studiare come gli assassini psicopatici. La differenza è sottile.
In occasione di questo sproloquio semi-depresso pubblicherei una bella canzone che forse, ma forse, ho già postato.


CAMBIO DI ARGOMENTO.
Ultimamente scrivo di meno qui perché mi va meglio con la scrittura. Ho trovato delle idee favolose e una trama che adoro e le sto mettendo su file di Wordpad (non avendo Word, ci si arrangia con i programmi di default).
Non faccio spoiler perché da quando ho detto a una conoscente che stavo scrivendo una storia su Alessandro Magno quella mi ha copiato e l'ha pubblicata prima di me. Grande trauma psichico, oserei dire.
Proprio perché scrivo di più, leggo di meno. Sappiamo tutti che sono lent* nel fare le cose, perché cerco di farle bene, quindi non penso che questi mesi saranno occupati da molte cose oltre che dalla scrittura, il cazzeggio, la fotografia e il solito eterno filosofeggiare.
Ieri ho partecipato ad una manifestazione con degli amici e ho conosciuto un sacco di gente simpatica.
Oggi sono felice, sì! c: Buona domenica, e mi raccomando, tra quattro giorni festeggiate l'arrivo della primavera!

lunedì 4 marzo 2013

Assenze e cose che non c'entrano.


Oh, it's such a perfect day, I'm glad I've spent it with you,
Oh, such a perfect day,
You just keep me hangin' on, you just keep me hangin' on...

{[(Quanto amo Lou Reed? Quest'uomo fantastico, compositore ed innovatore, così fantasticamente fiero di essere bisessuale nonostante l'elettroshock inflittogli per questo motivo come "terapia" a soli quattrodici anni, e a suo tempo amico di David Bowie tra passione e cameratismo (si, lo invidio).
Io lo amo TANTO. Geniale. Così geniale e.... geniale... ho detto che è geniale? E che lo adoro?
Dicevo: così disperatamente geniale da scrivere una canzone sul BDSM nel 1967, e sul transessualismo, e da dedicare canzoni d'amore non ad una persona, ma ad una siringa, e ommioddio condividere con il mondo, e con me che ne ho tanto bisogno, le sue genialate.
IO LO AMOOOOOOOOOUHJIHIBEICBIHIOHOC.)]}


A-hem.
Come va, carissimi? A me bene, direi. In questo periodo ho un sacco da fare.
Scusate l'assenza... sarà marzo. Che bel mese. Vedo le margherite fiorire nei prati due metri per tre della mia città, senza poter semplicemente prendere una bicicletta e andare sulla collina Sant'Anna a fare un giro inutile ma rilassante.
Domani lo farò, forse.
Ma, sarà la primavera, le cose quadrano. Io sto qui, non faccio niente di stressante se non studiare leggermente pi del solito, amare Storia come non mai, scrivere saggi brevi sull'omosessualità nell'antica Grecia e fanfiction su Alessandro Magno/Efestione o Eurialo/Niso o Apollo/Giacinto o Apollo/Admeto o sul Battaglione sacro tebano.
Intanto penso alle belle cose che potrò fare tra quattro anni.
Sbattezzarmi, ad esempio. I miei genitori non me lo permetteranno finché vivrò con loro.
Oppure cambiare nome e sesso. Intendo dire: non voglio essere una femmina o una donna, ma nemmeno un maschio o un uomo. Oltre alla mia amata teoria queer, che teoricamente mi permetterebbe di essere chi voglio senza ricorrere a questi metodi estremi, sento che non posso davvero andare avanti in queste quattro ossa. Se fossi nat* maschio sarebbe stato davvero semplice (anche se probabilmente non mi sarebbe andato comunque bene).
E voglio davvero diventare Jordan Beyond. Spero con tutto il mio cuore che Beyond, che significa Oltre, sia un cognome utilizzabile.
Insomma, scrivo solo per informarvi che il mio cuore batte ancora. (?)
Buon tutto, spero di avervi regalato una bella canzone postando Perfect Day.
You just keeeeep me haaaaangin' oooon...

domenica 17 febbraio 2013

14-17


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  — Si riferiva a me.
  — Oh, e perché avrebbe dovuto?
  — Perché io avrei detto lo stesso di lei. L'invidia è sì amore, ma anche odio!
  — Ci terrei a ricordarti, figliola, che non tutti sono incorreggibilmente acidi come te. Con tutta probabilità si riferiva a quella sua compagna di classe. Sai perfettamente che ha avuto dei problemi con lei.
  — Certo, la sua compagna di classe. Come no?
  — Il tuo sarcasmo è del tutto fuori luogo. Fidati di me, cara, e della mia saggezza british. Come potrebbe una ragazza dolce e a modo come lei apostrofare con quelle parole dure una persona del tutto innocua e rispettabile come noi?


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Salve! Questo è un post-riassunto delirante degli ultimi quattro giorni. L'immagine sopra non sembra avere senso, ma in questo blog io cerco di dare un senso alle cose, quindi vi dico: rappresenta la mia reazione abituale quando qualcuno di terribilmente stupido cerca di avvicinarmi, cosa che ultimamente è successa spesso.
Sparo. Alla cieca. Con un'aria badass, i piedi nudi e un'automatica che non so riconoscere. PAM.
La storia a quattro mani di cui vi parlavo nel post precedente mi sta mettendo leggermente sotto pressione. La co-autrice scrive molto più velocemente di me e io, scansafatiche che pondera fin troppo prima di buttar giù anche solo due righe, devo faticosamente trascinarmi ad un ritmo accettabile.
Inoltre il genere mi è totalmente estraneo. Prima di tuffarmi in quest'avventura senza pensarci, non avevo mai scritto una storia romantica (non avevo mai scritto una long e basta, a dire la verità) e non avevo mai nemmeno pensato di farlo dalla prima media.
Poi ho comprato questa bicicletta, anzi, questo tandem, e ora ci devo pedalare. Su, forza, Jordan, pappa molla. Pedala!
Nonostante tutto, già i primi tre capitoli danno qualche soddisfazione. Ora mi metto davanti al foglio bianco di Wordpad e scrivo, lo giuro.



Quella scala dopo il minuto 1:40 è... è... ♥

martedì 12 febbraio 2013

Storia a quattro mani! (Pubblicitàpubblicitàpubblicità)

Sono qui per pubblicizzare una storia che sto scrivendo a quattro mani con una ragazza molto simpatica, Mery55, che ho conosciuto su Facebook e che già pubblicava su EFP.
Lo so, io non scrivo né leggo storie d'amore. Sarete stupiti quindi della mia pubblicazione in "Originali > Romantico". D'altronde non si può scrivere roba deprimente quando si sta collaborando con qualcun'altra, no? Inoltre è molto stimolante scrivere qualcosa di non troppo pesante. Ti permette di confrontarti con altri autori e avere più idee per una trama. Senza contare il brivido di scrivere su cose delle quali non sono abituata a parlare. (FEELINGS è.è)
Io e Meri abbiamo deciso di scrivere un capitolo ciascuna e betarci a vicenda. Per ora siamo al secondo, quello che ho scritto io.
Mi farebbe molto piacere se mi lasciaste una recensioncina, anche qui sotto il post se non avete EFP :3


venerdì 8 febbraio 2013

Eresie letterarie et cetera.

Partiamo con degli esempi. Recentemente mi è stato detto che Sulla strada fa schifo, che alla Rowling manca la fantasia, e che Il Signore degli Anelli è il libro più bello mai scritto.
Non sono queste le eresie, sia chiaro. L'eretica mi sento io che non sono d'accordo.
Il che è strano. Penso che una gran parte della gente che sta leggendo - ammesso che qualcuno stia leggendo, ovvio - sia d'accordo con me sul non essere d'accordo, no? Comprendez?
Comunque mi sento pesantemente insultata dai criticoni letterari e esiliata dal regno dei lettori troppo molto appassionati. I primi sono sempre lì a sputacchiare su tutto ciò che secondo loro non è sacro, come i critici musicali, che difendono a spada tratta Frank Zappa, la musica sperimentale e la roba hipster - che tra l'altro a me piace, però boh. E "il resto è sterco di mucca". Molti dei secondi, invece, si offendono dibbbrutto se dico che a parer mio le storie d'amore sono banali nel 99,(9)% dei casi. E mi biasimano, con lunghe occhiate diffidenti del tipo "cosa vuoi che ne sappia questa acneica ignobile adolescente dell'amore". E sticavoli, dell'amore per come ne parlano nei romanzi ne so anche troppo, visto come lo ficcate a sproposito in ogni storia. Poi de gustibus, non sto dicendo di non leggere le storie d'amore. Ma non tediatemi con i vostri discorsi filosofici sul significato di questo bacio o quest'altro o questa frase.
Gli altri, quelli sani di mente, si fanno gli affari loro, e fanno un gran bene. Si fanno così gli affari loro che le persone così di mia conoscenza le posso contare sulle punte delle dita. E solo delle mani, mica dei piedi.
Io mi chiedo: ma sto male io o...? Insomma, perché non ve la tirate di meno? Pren-di-te-la mor-bi-daaa, pren-di-te-la mooor-biiii-daaaaa.
Non posso pretendere che il mondo acquisti un proprio senso critico da un giorno all'altro, ma almeno che nessuno mi scartavetri le gonadi se mi piacciono la fantascienza e i romanzi del Novecento. "Ahahaha, i robot ti piacciono?", "Leggi ancora libri per bambini?" riferendosi a La fattoria degli animali, eccetera. E Orwell è sopravvalutato, e Kerouac è sopravvalutato, e Cristogesù è sopravvalutato perché non ha nemmeno scatenato un'apocalisse zombie facendo resuscitare tutti i morti del cimitero.
Mo basta, mi sono rotta persino io a scrivere 'sto post.
L'arte, che sia composta da parole, immagini, suoni, tappi di bottiglia, non subisce i giudizi. Potete darli, ma alla fine a chi importa? Non aspettatevi di cambiare il mondo combattendo l'arte. La gente non diventerà più colta solo perché vi accanite contro Twilight o Cinquanta sfumature di grigio tortora, e vi dirò, Justin Bieber non è un banchiere.


Non c'entra nulla con il post, ma mi piaceva.
Mi ricorda che tra 12 giorni è il suo compleanno.
Di Kurt, eh.

giovedì 7 febbraio 2013

Latest readings - #1

Questa non è una vera e propria rubrica di recensioni, com'è vero che questo non è un blog serio. È una specie di raccolta senza scadenza fissa - ultimamente non leggo molto, ma c'è da dire che leggo bene - di riflessioni confusionarie sugli ultimi libri che ho letto.
In ogni caso eccovi la puntata n.1!




Letti ultimamente

Così parlò Zarathustra - Friedrich Nietzsche

Nietzsche, che dice: akjbsdkjbwicfk. Dice un sacco di cose, in realtà.
Mia madre ieri è tornata a casa e, vedendomi leggere un libro che nessuno reputa adatto alla mia età - "Ma sei sicura di capirlo?", "Nice, che dice: boooh" - ha attaccato a cantare la canzone di Zucchero che vi ho linkato.
BASTA, per carità. Mi sento incompresa, considerando che il libro lo sto capendo alla perfezione. È più difficile scrivere il nome dell'autore che comprendere gli insegnamenti che dà.
Devo dire che sono anche d'accordo con ciò che ha scritto, e i punti dove mi trovo a non concordare completamente sono pochi. Ad esempio Della guerra e dei guerrieri, o Di chi disprezza il corpo.
In più penso di avere una concezione di fondo delle cose un po' diversa dalla sua, che finisce per influire sul mio modo di pensare ai suoi scritti. Non so ancora esprimerla a parole, ma sono certa che presto ci riuscirò.
Se non l'avete ancora letto leggetelo, è bellissimo. --Messaggio subliminale per @nto: leggilo e poi tiralo in testa al tuo professore di filosofia c:--

Sulla strada - Jack Kerouac

AMO KEROUAC. Veramente. Mi ha dato l'ispirazione per un racconto su un viaggio - o forse più d'uno, chi lo sa? - e per l'anno sabbatico che mi prenderò dopo il liceo.
Il libro l'ha scritto con passione, gettando sul foglio espressioni colorite, descrivendo più i luoghi che i protagonisti, perché i luoghi SONO i protagonisti, e rendendo poetica persino la parola "pene". Kerouac è mmmagggico. Mi ha fatto persino piacere l'America, quella terra tanto zozza e patriottica e violenta e pubblicitaria.

1Q84 (libri 1 e 2) - Haruki Murakami

È il primo libro di quest'autore che leggo, e non penso che ne leggerò altri. Senza dubbio scrive benissimo, lascia che i personaggi e la storia saltino fuori poco alla volta dalle righe, ma è ciò che cerco. Non trasmette un vero e proprio significato/senso/filosofia/insegnamento/nonsò, quindi non mi ha esaltato. In più Murakami tende a fare una cosa che io odio profondamente quando la ritrovo negli scrittori di professione: sfoggia la sua cultura nonostante nel libro non ce ne sia il minimo bisogno. A parer mio è un comportamento abbastanza infantile. Mi sa tanto di Scaruffi. O qualcosa del genere. Più che altro non ha senso. Ad esempio, riempie pagine e pagine sulla musica che ascoltavano il protagonista e la sua amante. Potrebbe essere un'ulteriore caratterizzazione dei personaggi, oppure uno dei succitati sfoggi della propria cultura.
PERDIPIUH, il titolo si rifà a 1984 di George Orwell, il mio libro preferito del mio autore preferito nonché amante segreto. Murakami, tesoro mio, capisco la tua passione per quel romanzo, ma non ti sembra che chiamare così il tuo libro - e citare l'opera di Orwell un po' troppe volte per i miei gusti - sia una cosa un po' triste?
Insomma, prenderò il terzo libro giusto perché sono curiosa, ma null'altro. Addio Murakami, stammi bene.




Prossime letture

Trainspotting - Irvine Welsh
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino - tratto dalla storia di Christiane F.
Manifesto del partito comunista - Karl Marx
Arancia meccanica - Anthony Burgess

lunedì 4 febbraio 2013

"Che dio bassista"?

È un mese che non mangio carne. La mia filosofia ve la spiegherò in un altro post, era solo per vantarmi.
Sono a casa perché ho fatto indigestione - di bruschette... solo io sono in grado di riuscire in un'impresa simile - e in più ho avuto incubi tutta la notte, quindi ho dormito circa tre ore. Una macchina mi inseguiva animata da vita propria, gridando "Loool".
E ora sono appiccicata al computer inseguendo disperatamente la mia voglia di scrivere. Ho smesso di suonare Stairway to Heaven cinque secondi fa e dovrei cimentarmi in qualche traccia di basso a breve.



Amo tanto John Paul Jones. Mi ha ispirato nel mio cambiamento.
Forse non ve l'ho detto, ma circa un mese fa ho avuto un'illuminazione divina. Jaco Pastorius dall'alto della sua nuvoletta ha riflesso la luce del sole contro di me usando la lucidità del suo basso fretless.
Io voglio suonare il basso.
Per pochi semplici motivi.
  • Avete mai notato che, ascoltando musica da lontano, il primo strumento che si sente è il basso?
  • Si suona con le dita. Io amo suonare con le dita, e sulla chitarra riesce male - a meno che non sia classica, e ho intenzione di continuare con questo strumento che oramai suono da quattro anni.
  • Penso che abbia poteri subliminali. Fa tremare le ossa, fa spaventare o esaltare, agisce nel subconscio della gente senza farsi notare troppo.
Ovviamente ho intenzione di diventare un genio e di suonarlo fretless, non di strimpellare due note tipo Smells Like Teen Spirit. Ho l'occasione di non essere una mediocre chitarrista tra tanti, ma un'eccellente bassista tra pochi wannabe guitar player.
Alla faccia di chi dice che i bassisti sono chitarristi falliti.
Inoltre ovviamente comporrei anche per gli altri strumenti. Se dovessi mai formare una band con qualcuno, comanderei io. Non lascerei il comando al primo cantante sfigato che capita. Non lo lascerei proprio a nessuno.

Insomma, mi si prospetta una vita esaltante. Sempre che non finirò in un qualche ospedale psichiatrico, che è molto probabile.
Alla fine io so di non essere "a postissimo". Come diceva Svevo ne La coscienza di Zeno, ispirato da quel maniaco sessuale di Freud:
La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.
Io odio l'autodiagnosi, la detesto con tutto il mio cuore, ma non posso mentire a me stessa. Insomma, LEGGETE I MIEI CAVOLO DI POST, vi sembra una cosa normale che io scriva sempre in questo modo deprimeeeente? Probabilmente è per questo che voglio dedicarmi all'arte e alla psicologiapsichiatrianeurologiasticazzi.
Perché necessitano di una conoscenza profonda di se stessi eccetera eccetera. Cavolate simili, insomma.
Dopo questo post senza senso, e più confusa di prima, vi lascio.
Su con la vita (?) :3

sabato 2 febbraio 2013

Teenage lobotomy.

Grazie ai Ramones per il titolo.

Sto proprio bene. Davvero bene. Non penso a niente. È per questo che malgrado tutto questo è un post allegro e ironico. Si, sono capace di ironia e leggerezza, almeno nella mia testa.
Insomma.
Ieri avevo mal di testa e stavo bene. Oggi ho avuto una verifica di due ore e sto bene.
Penso che sia colpa dei miei disturbi di umore et personalità se sto quasi sempre male. Quelle della mia sofferenza sono cause endogene. Il brutto è che le cause endogene richiedono impegno e psicoanalisi per essere risolte, e io l'impegno e la psicoanalisi ce li metto da un anno non-stop - ho riletto i miei diari segreti, ed è un anno tondo tondo che sono messa così male, 31/1/12->2/2/13.
Però oggi I'm feeling good, barabonzibonzibon! Non ho idea del perché.
A mente lucida mi sto rendendo conto che quando non provo sconforto, dolore, ansia, paura, vuoto esistenziale o al contrario gioia, esaltazione e senso di grandezza non provo assolutamente niente. Niente. Niente, dico. È a questo che devo il titolo teenage lobotomy. Dai, visto che siete pigri vi metto anche il link, tiè.
Non provo amore né odio, né gioia allo stato puro senza aspirazioni megalomani. Non capisco se la mia corteccia prefrontale è seriamente danneggiata, se me l'hanno rimossa o se è una questione psicologica. Magari il mio ego è troppo grande per lasciarmi provare sentimenti per qualcuno che non sia me stessa. O forse la mia perpetua self-psicoanalisi sta logorando la mia capacità di provare delle normalissime, semplici e spontanee emozioni.
Non mi interessa, comunque. O meglio, mi interessa ma non è questione di vita o di morte. Può sembrare una cosa triste, ma la lobotomia inflittami dal mio stesso subconscio tramite autocombustione dei neuroni della corteccia prefrontale o altri metodi subdoli e psicologici al momento mi fa stare davvero, davvero bene.
Quasi quasi mi rimetto a scrivere.
DAI CORRO A SCRIVERE CHE SENNO' SCAPPA L'ISPIRAZIONE, CIAOOOO

venerdì 1 febbraio 2013

Ancora cose inutili.

*Deprimente ma bellissima.*


*Mette allegria e bellissima.*


Ho tinto i capelli per la prima volta in vita mia. E li ho tagliati. Sono una specie di militare con la testa un quarto blu e tre quarti castana.
Quando la zazzera ricrescerà e le ciocche diverranno sbiadite, non li taglierò più così tanto, ma li renderò molto più blu. Era da due anni che volevo i capelli come quelli di Matt Bellamy quand'era magro e strafatto di funghi il novanta percento del tempo, ma al momento non assomigliano nemmeno lontanamente ai suoi.
Maledetta parrucchiera. Dovrò imparare a farmeli da sola.

Scazzo all'ennesima potenza. "Stavi meglio prima", "il blu non si vede tanto".
Stavolta sono costretta a condividere l'opinione pubblica. *sigh*

Ehm. Lol.
Ho cancellato l'unico racconto che ero riuscita a scrivere da qualche mese a questa parte. Bene. Benissimo. Lo sto riscrivendo in breve perché era davvero ridondante.
Mi sono data allo studio della psichiatria. Penso che sia davvero ciò che voglio fare nella vita, insieme all'arte in tutte le forme, salse, ecc.
Boh, mi fa male la testa, ciao, sto morendo, sigh.


Joe Strummer, mio nuovo marito insieme a Bowie e Curtis.

giovedì 31 gennaio 2013

Gallows Pole (Led Zeppelin)

Oggi sono qui per riprendere una sorta di rubrica, Songs ♥, che avevo abbandonato quasi un anno fa.
E lo faccio in grande stile, con una canzone che spero molti di voi potranno apprezzare, dato che è molto orecchiabile e veloce malgrado l'argomento trattato.
Gallows Pole era, originariamente, una ballata tradizionale britannica, esportata poi negli Stati Uniti del Sud, nelle Bahamas e in Jamaica. Il titolo originale britannico è The Maid Freed From The Gallows, cioè "la fanciulla scampata alla forca". Narra di una ragazza condannata a morte che, in punto di essere giustiziata, vede arrivare i suoi parenti e amici e chiede loro cosa hanno portato al boia per salvarla dalla forca.
I Led Zeppelin ne incisero una versione, parecchio riadattata, probabilmente ispirata a quella americana data la parte di banjo inclusa verso la fine del brano, che inserirono nel loro terzo album (Led Zeppelin III... la fantasia di quei quattro mi stupisce ogni volta, lo giuro ♥).
Nella loro versione il protagonista, al contrario che nell'originale, è un uomo. Anche la storia narrata è molto differente: in The Maid Freed From The Gallows padre, madre, sorella e fratello vanno un dopo l'altro dalla ragazza in punto di morte, che li implora di pagare una tassa e dare dell'oro all'esecutore per salvarla. I suoi parenti, però, le rispondono duramente; ciascuno di loro dice: None of my gold now you shall have / nor likewise of my fee / for I am come to see you hang'd / and hangèd you shall be, cioè "non avrai il mio oro e così vale per la parcella, sono venuto per vederti appesa e appesa tu dovresti essere". Alla fine giunge il suo true-love con denaro e oro che la salvano dalla forca. In questa versione, beh, le cose stanno molto diversamente.
In questo periodo avevo voglia di esercitarmi con l'inglese, così mi sono impegnata a capirne il testo ascoltandola - con un po' d'aiuto, ma davvero poco!, dei testi online - e tradurla - completamente in autonomia! *si compiace*
Leggete e ascoltate, ci leggiamo alla fine! ;)


lunedì 28 gennaio 2013

Ghetto saretino and other random things.

Tutti i riferimenti a certi miei compagni di classe rapper del ghetto di Sarezzo, che vanno in giro con la ghenga e la sprenga, sono puramente casuali.
Stamattina mi sono risvegliata dal mio torpore emozionale.
Interrogata in matematica, tra agitazione, sonnolenza e prese in giro mentre cercavo di concentrarmi ho preso sei e mezzo. Prima avevo la media del nove, ora si è abbassata.
A me va benissimo così: ho la sufficienza (che è l'importante, no matter what) e non ho l'ansia dell'oddiodevomantenereilvoto.
Il professore si aspettava di più "visti i risultati precedenti".
E così, quando mi ha comunicato il voto con frase piena d'aspettative infrante annessa, il mio io incazzato si è risvegliato. Allelujah. Sono andata avanti tutta la giornata a lamentarmi internamente del mondo e delle persone. Tanto per cambiare un po', visto che di solito mi lamento di me stessa.
Come ai vecchi tempi. Come in prima media, quando aprii questo blog e lo lasciai marcire per un anno mentre sviluppavo il mio carattere instabile e insicuro.
Come quando non ero ancora una pacifista, ma preferivo dare la colpa di tutto agli altri e prendermela abbestia con chiunque.
Come nel mio periodo emo. Uuuh, mi manca il mio periodo emo. Ero così confusa e felice.
Tra l'altro in questi giorni mi stanno tornando alla mente eventi e abitudini legati alle medie. E pensare che è passato meno di un anno da quando ho lasciato quel luogo di perdizione.
L'altro giorno sono uscita con una mia amica, compagna di classe di queste buie superiori, e sull'autobus ho incontrato dei vecchi compagni di scuola. Si portavano addosso ancora l'atmosfera della gente senza futuro che pensavo fosse tipica delle scuole medie che frequentavo. Vestiti larghi, stile da ragazzini del ghetto, "rasta" - nome che 'sta gentaglia ha affibbiato ai dreadlocks -, sigarette scadenti, urla e sfottò.
La mia ex scuola era decadente, ma era una faccenda psicosomatica, perché era piena di questi ragazzi, le cui vite il destino, malgrado non creda che esista, ha fortunatamente allontanato dalla mia.
E 'sta gente se n'è andata all'Olivieri, al De Andrè, al Mantegna e al Golgi, a divertirsi. Forse alcuni di loro usciranno felici dalla loro condizione di impotenza e si costruiranno una vita degna di essere chiamata tale. Invece dal nostro liceo scientifico cupo e freddo come un maledetto lager usciranno centinaia di persone inutilmente preparate per il nulla che le attende.

Il bello è che oggi non ero nemmeno depressa, e me ne esco con questi post al posto di scrivere i miei racconti scaccioni e socialmente utili

Varie ingiustizie

Gli israeliani si lamentano da sessantacinque anni dello sterminio subito.
Intanto i palestinesi lanciano loro sassi, e loro rispondono con i missili.
È per questo che oggi io mi rifiuto di parlare di olocausto.
E anche per i russi, i cinesi, gli afghani, gli iracheni, i vietnamiti, i cubani e i sudamericani, gli abitanti del Rwanda, dell'Egitto, della Libia, della Siria, dell'Africa subsahariana, del medio oriente, del Kosovo, dell'ex Yugoslavia. Per i gay, le donne, le minoranze etniche e religiose.
È colpa di tutti se decine di milioni di persone sono morte ingiustamente e continuano a morire.
È colpa anche dell'indifferenza dei più e della cupidigia di molti, non solo del fondamentalismo religioso o della degenerazione degli ideali politici di pochi.
Quindi no, su Fly Away niente post struggenti sulla Shoah, mi dispiace. Né oggi, né mai.

Giovedì, a religione.
Il professore inizia la lezione. - Come sapete, ragassuoli, ogni giorno decine di cristiani vengono uccisi perché praticano la loro religione. Ciò accade soprattutto nei paesi islamici. Volevo parlarvene perché siamo vicini al 27 gennaio, la giornata della memoria, e sarebbe giusto parlare anche di altre categorie di vittime... -
A Jordan sono partiti i cinque minuti. - Della persecuzione della comunità LGBT da parte della Chiesa cattolica e non solo non ne vuole parlare, vero? -
- Ma non è la stessa cosa... -
È via con discorsi sulla convivenza, su Hitler, sui matrimoni, su tutto meno che sugli LGBT. Odio quel professore. Malgrado le evidenze, di cui gli ho persino portato degli esempi, ha negato che la Chiesa abbia troppo potere sullo Stato ma ha ammesso che la Chiesa è una società finanziaria dicendo che le lobby sono una cosa buona. Ha lasciato intendere che le coppie conviventi e omosessuali non meritano i diritti di quelle etero e sposate, e anche che il cattolicesimo è l'unica religione accettabile. Il tutto mantenendo la sua facciata di laureato in filosofia che non si sbilancia. Questo me lo fa odiare il triplo. E ogni lezione finisce con me che discuto con il professore lanciando frecciatine sarcastiche sul suo credo che lui fa amorevolmente finta di non sentire.
Ho fatto i salti mortali per difendere gli occultisti e i satanisti innocui malgrado il mio agnosticismo, ora mi tocca difendere quelli come me, gli LGBT, e le coppie non sposate come sono stati per lungo tempo i miei genitori. Mi schiero in prima fila.
Aaaaaaaaaaknkjskjrvkjsojvoqoierbf basta con 'sti post su Facebook sull'olocausto, pls

giovedì 24 gennaio 2013

Giornate normali.

È ancora un periodo tranquillo. Per ora.
Sto riuscendo a scrivere qualcosa di decente, non ho ancora capito se un racconto molto lungo o un romanzo molto corto, e non mi deprimo più se non riesco a suonare l'assolo di Heartbreaker o la parte di basso di Ramble On.
Però ultimamente ho imparato Stairway to Heaven - si, fare chitarra classica serve a stupire i chitarristi elettrici cazzoni che non la sanno fare - e la linea di basso di Futurism.
E sto iniziando a conoscere ed amare i Clash. Joe Strummer amava George Orwell, e io di conseguenza amo lui oltre che a Georgie stesso e al mio bruttissimo marito Thomas Yorke. E Robert Plant. E David Bowie.
Lo so, lo so, sono troppo buona, oggi, e vi regalo bella musica e foto di fighi assurdi.
Di foto (ma anche di canzoni) potrei appicciarne al post un altro mezzo milione, ma non penso abbiate i miei stessi gusti. E poi sono il mio tesssoro e io sono risaputamente un'egoista ignobile.
Ma usciamo dal discorso mariti.
Vi ho anticipato che ultimamente sto scrivendo un po'. È il risultato della mia ispirazione morente defribillata dalla ripresa delle letture.
E poi boh, non so cosa dire. Mi piace una ragazza e oggi l'ho incrociata sulle scale. La cosa strana è che avevo gli occhi puntati altrove e non l'avrei nemmeno notata se non avesse sempre quel profumo addosso che mi ha fatto capire che il lampo arcobaleno che era sfrecciato alla mia sinistra era la sua sciarpa.


Chiudo con una foto random scattata a Jimmy a Natale. Stavo armeggiando con la macchina fotografica nuova e il gatto ha avuto la buona idea di sbadigliare mentre io non ero pronta. Così gli ho scattato la foto lo stesso, anche se è venuta sfocata da far schifo. Ammettetelo, è il degno felino di Satana.

venerdì 18 gennaio 2013

Penso di credere alla reincarnazione. Intendo dire... non posso mentire a me stessa, io non ci credo, solo che se fosse reale si spiegherebbe perché sono così identica ad una persona morta.
No, non voglio pensarci. Please, rinsavisci, Jordan the Scientist.
Sono l'unica nell'universo con questi problemi? D:
...
Ma come posso essere così fottutamente uguale? No, mi correggo, non gli assomiglio. Semplicemente mi comporto come se fossi lui! Insomma, no! NO! Aiuto! Questa faccenda va avanti da due anni, ma non è mai stata così forte!
Forse è una mia impressione temporanea, ma ho la sensazione che qualcosa non quadri. Cos'ho in testa? D:

mercoledì 16 gennaio 2013

Kalos kai agathos.

(Titolo random causato dal troppo studio della storia greca.)
È un periodo abbastanza sopportabile. Ma sst, è meglio che non lo ripeta, o peggiorerà.
La gente è sempre più idiota, o forse sono io che ne sto realizzando solo ora il livello di ignoranza e stupidità.
A scuola va bene, ho appena ricevuto il pagellino e ho tutti i voti sufficienti, senza contare il nove in matematica e IN CONDOTTA - miracolo, alle medie avevo sempre otto. Per il resto i voti sono quasi tutti otto, più un sette e tre sei.
Il primo quadrimestre mi è andato di lusso, ripensandoci. Non ho nemmeno studiato tanto, anzi, il minimo indispensabile. E non è che il mio sia un liceo per fancazzisti.
Continuerò su questa strada, forse studiando un pelo di più. Così non mi sveglierò la mattina con l'ansia del "ommioddio, non so una cippa di [inserire qui materia a caso]".


Tanto l'altro giorno, leggendo On the road di Kerouac (si, sono riuscita a riprendere la mia attività di lettura, malgrado tutto! :D), ho deciso che quando finirò il liceo non mi iscriverò subito all'università. Non voglio infognarmi da qualche parte e finire a fare proprio il tipo di vita abitudinario, chiuso e noioso che odio e che tutte le persone che mi conoscono, persino mia madre, si aspettano che faccia.
A diciotto anni prenderò la patente, riempirò una valigia, comprerò un biglietto di sola andata per Londra e da lì si vedrà. Via, in Inghilterra. Forse studierò lì, forse vivrò alla giornata scrivendo, suonando e fumando, forse me ne andrò a girare l'Europa o gli USA. Via di qui, via, non mi interessa della crisi, non mi interessa se "la gente di oggi non è quella di cinquant'anni fa", non mi interessa cosa dicono tutti questi esseri umani senza uno scopo nella vita.
Finirò sotto i ponti? Finirò in esilio volontario in un appartamento, senza nessuno, sempre strafatta di eroina e acidi vari come qualsiasi vecchia rockstar depressa? NON LO SO, non lo so, so solo cosa voglio fare della mia vita e cosa devo evitare per non fallire.
Sicuramente seguiro la mia passione per la filosofia, la psicologia, le altre scienze cognitive, le arti, la criminologia, la chirurgia, la politica, la Natura, eccetera eccetera eccetera.
La mia vita ha improvvisamente acquistato senso.

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ANGOLO FISSAZIONE PER I RADIOHEAD


Foto trovata su Facebook. Un tizio commenta sotto: "Sembrano i Tokio Hotel". Giuro che ho riso per mezz'ora. Oddio, guardate Thom, guardate i suoi capelli da Barbie vamp. E l'espressione molto allegra di Jonny. Questi nani hanno preceduto la moda emo di dieci anni.

venerdì 4 gennaio 2013

Bowie!

You've got your mother in a whirl,
she's not sure if you're a boy or a girl.
(Rebel rebel, how could they know?)