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mercoledì 12 settembre 2012

Primo giorno di altri [(365-110)x5].

Non so nemmeno perchè sto scrivendo questo post, dato che non sono dell'umore e non ho voglia di descrivere la giornata.
Insomma, oggi due ore di scuola, dalle 10 alle 12. Classe 1H del più importante liceo scientifico di Brescia. Ovviamente sono la prima dell'elenco, ti pareva. Non era così scontato che lo fossi, visto che sono una B, quindi sono scazzatissima.
Prima ora: due secondi in aula magna dove il preside temporaneo ha detto bla bla bla e i vicepresidi idem. Poi ci hanno diviso per classi e ci hanno portato nelle rispettive aule.
Ovviamente la 1H è al primo piano e in culo ai lupi, bisogna salire una rampa di scale nascosta in un angolino, poi percorrere il corridoio fino alla fine, svoltare e percorrerne un altro.
Arrivati in classe, tutti hanno iniziato ad agitarsi per prendere un posto, e siamo finite, in ordine, M (la prima che ho conosciuto tramite Facebook), C, G e io, nella terza fila a destra. Quindi al momento sono vicina alla finestra, e per un po' non ci cambiano posto. Ottimo, io mi sento a posto solo vicina alla finestra. Oltretutto il cambio di vista dalla mia vecchia classe, la 3D (della più sfigata scuola media di Brescia, per restare in tema), è disorientante ma piacevole. Fino a pochi mesi fa dalle finestre in alluminio vedevo un parcheggio, un condominio giallo sbiadito, una strada trafficata, una rotonda e tristi edifici commerciali - nonchè l'ala sinistra della scuola stessa, color zucca ammuffita (così scrissi in un tema in prima media, divertendo alquanto la prof). Mentre ora davanti a me ho una bellissima casa di pietra e il suo giardino dove sorge un pino; oltre essa si posso vedere altre case antiche, mentre sulla sinistra si intravede un viale alberato. Tra la scuola e la casa c'è una di quelle strade tipiche dei centri storici, a doppio senso ma strette e inclinate verso i marciapiedi; quel tipo di strade che amo perchè mi ricordano i sabati al mercato e BLA BLA BLA BLA
Torniamo a oggi. Che dicevo? Dicevo che sto seduta lì. Bene, la prof di italiano, che ci aveva condotti sino all'aula, ci ha un po' spiegato cosa faremo in questo primo quadrimestre. Questa prof mi è sembrata simpatica anche se un'informatrice di C aveva detto che era un po' stronza.
Suona la campanella, quella di italiano esce di scena ed entra quella di latino e geostoria. Sembra freddina e un po' depressa, poi invece si ingentilisce, forse notando l'allegria di due miei compagni scambiandola per idiozia, pur rimanendo severa. E' sistematica nel farci conoscere tra di noi: distribuisce dei fogli con 25 spazi numerati nome/cognome/data di nascita/indirizzo/ex scuola/interessi, poi ci fa alzare uno alla volta in ordine alfabetico e ci fa presentare in modo che gli altri possano appuntarsi sul foglio i nostri dati. Capita la tipa, eh? Scarsa fiducia nella nostra capacità di socializzazione.
Ovviamente tocca a me rompere il ghiaccio, visto che sono la prima (ODIO).
"Ilsa McWeird!" [Ci sto prendendo gusto a sostituire il mio nome con il mio pseudonimo, ndr]
"Ehm... sono nata il 18/11, vabbè del '98, e abito in Via dalle Palle 123."
"Che medie hai frequentato?"
"Eh, ero alla Kennedy..."
"Ah, capisco. Conoscevi già qualcuno qui?"
"Una ragazza, uh, ma è in un'altra classe..."
"Eh, si, quindi nessuno, ho detto qui..." Simpatica. "Interessi?"
"Eeehh, mi piacciono la musica e la scrittura..." Mi sono dimenticata la lettura, ma oh, dettagli.
"Ah, cosa scrivi?"
Eh, sa, ho un blog... ahaha, ma lei non lo saprà mai! "Tengo un diario e scrivo alcune storie."
"Oh, bello. E la musica? Suoni qualcosa?"
"Si, la chitarra, e canto."
Praticamente, con questo triste sistema da prof ho scoperto che la mia compagna di banco G suona il pianoforte e canta, una tizia e un'altro tizio suonano il flauto traverso, due ragazzi la chitarra, un altro ancora il clarinetto da sette anni e l'unico ripetente della classe la batteria.
"G, quello suona la batteria! Tu non lo sai, ma sei già assoldata come tastierista nella mia futura band. Pigliamo anche lui?"
Ah, i compagni. Di scuola e di classe. È per loro che sono così scazzata oggi.
Mi aspettavo chissà che cosa, e sono stata ricompensata con una classe di calciatori e rugbisty e nuotatori e tennisti e primini che amano le automobili. Tra l'altro tutti i bei ragazzi (ne ho visti SOLO DUE, per di più, nonostante per i corridoi ci fosse un quarto abbondante dei millecinquecento studenti del liceo) sono nelle altre classi.
Ma poi, a parte tutto... che noia. C'era più aria di diversità e divertimento al ginnasio classico, con i ragazzi che uscivano nel cortile e fumavano davanti ai professori, i metallari capelloni, e quant'altro.
O magari è solo una mia impressione, tutta questa monotonia.
Se non altro tutte le ragazze della classe sono simpaticissime (o almeno mi sembra fin'ora): siamo solo in 7 femmine e 18 maschi.
Domani vi saprò descrivere con più precisione l'ambiente in cui mi trovo: mi aspetta un tour panoramico della scuola...

5 commenti:

Ilia Dianthe ha detto...

Bla bla bla, un po' fiacco il primo giorno della tua nuova vita?
Non bisogna aspettarsi mai troppo, ma tranquilla, migliorerà ;)

Franci ha detto...

dai almeno due cose positive per ora ci sono: la vista dalla finestra e le compagne :)

Anonimo ha detto...

Oggi noi abbiamo ballato per dalle 10 a 12.....al classico ci si diverte di più ;)

Ilsa ha detto...

Come i bimbi, proprio! xD
Non cazzeggiare e studia è.è

Anonimo ha detto...

Io studio, studio, però il primo giorno ci vuole il divertimento