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giovedì 27 settembre 2012

Blog design

Come avrete notato, in questo periodo continuo a cambiare sfondo e stile al blog.
L'ultima mia trovata è stata cercare uno sfondo predefinito e con uno spazio centrale bianco. Ebbene, ne ho trovati un paio su questo sito carinissimo.
Non so quale sia meglio:
Questo (quello attuale)... http://thecutestblogontheblock.com/backgrounds/colour
O quest'altro? http://thecutestblogontheblock.com/backgrounds/colored-rays
Ci sentiamo, buona notte. Ditemi che ne pensate :3

mercoledì 26 settembre 2012

No, no, no, no, no, no

No, no, no, no.


(Canzone bellissima per alleggerire/amplificare l'atmosfera ansiogena del post.)
No, no, no, no, no. No.
Dovete sapere che ieri sarei dovuta andare dalla psicologa. Però due ore prima dell'appuntamento mi è venuto un gran mal di testa accompagnato da raffreddore, orecchie doloranti, gola irritata e tutto il corredo relativo a Fottuta Educazione Fisica All'Aperto Ho Sudato E Ho Preso Freddo.
Insomma, il punto è che ho rimandato di una settimana.
Si, ho chiesto io l'appuntamento a mia mamma. Che tra l'altro fa di tutto per rendersi insopportabile.
Non la sopporto. Non la sopporto. Non la sopporto. Continua a farmi frecciatine per 'sta faccenda dei miei problemi d'umore e personalità e non so cosa, cercando di sdrammatizzare o forse prendendo sottogamba la cosa, e non la sopporto.
Che la smetta.
E poi c'è tutto il mondo, il motivo per cui voglio uno psicologo al più presto.
Continuo a cambiare umore e visione delle cose. Da positiva a negativa, con un insopportabile sfondo realista.
E dalle speculazioni fantascientifiche al mio realistico nichilismo possono passare solo due battiti di ciglia.
BUM, triste, SBAM, felice. Ma anche tic, triste, frsss, felice. Minime elucubrazioni, minimi dettagli possono cambiarmi la giornata da così a cosà.
E non ne posso più, mi sento così primina da starci male. Non primina del liceo, primina della vita. Una primina con tanta sete di sapere, con tante ambizioni, e tante capacità - concedetemelo.

Uh, e credo di avere qualche problemino a livello sociale. QUALCHE, eh.
Però penso. Sto elaborando altre fantastiche teorie. HO SOLO BISOGNO DI TEMPO.
Io ho bisogno di tempo da dedicare al mio cervello. Di tanto tempo da dedicare al mio cervello.
Per scrivere, per suonare, per leggere ma soprattutto per pensare.
E invece ho troppi compiti, e invece ho troppo sonno, e invece nwoehfiawuig.
Ciao.

domenica 23 settembre 2012

STOMMMMMALE

Ci sono e sono alquanto incasinata!
Troppi compiti. Davvero troppi. E troppe poche ore di sonno.
Praticamente ho scoperto che quella simpatica donna della mia profe di latino è la più stronza che ci potesse capitare ♥ Tanto amore.
Però il latino mi piace. E idem per matematica (che tra l'altro aveva iniziato a piacermi solo alle medie, visto che le elementari mi avevano traumatizzato sin dalla mia prima nota, in prima elementare, quando leggevo al posto di fare le addizioni ♥).
E idem per fisica, e idem per scienze, e idem per tutte le materie.
A presto con un post sfogo.
SONO VIVA E INCASINATA.

lunedì 17 settembre 2012

Post impossibile.

Non capisco NIENTE. Niente. Niente.
Innanzitutto, non so come giudicare questa mia situazione. Perché giudicare significa fare una scelta, il che è astrattamente sbagliato.
Scegliere è sbagliato a prescindere, perché esclude tutte le altre possibilità. Ma bisogna farlo. Già solo il decidere di respirare è una scelta (cicci, non ditemi che in questo momento non potete uccidervi), astrattamente sbagliata perché esclude l'opzione morte, ma umanamente giusta.
Però sapete com'è, sono umana fino a un certo punto. Ricerco il sovrannaturale, in un certo senso. L'oltre umano. (Non sto dicendo che mi suiciderò, sia chiaro - che magari qualcuno a caso si preoccupa.)
Ma dicevo: mi sento come se mi mancasse senso critico, o come se non usassi il mio senso critico perché, udite udite questa frase senza senso, non so abbastanza per giudicare.
A parte il fatto che nessuno sa abbastanza per giudicare, perchè nessuno sa tutto, e giudicare (tornando al discorso precedente), è a prescindere sbagliato.
Ho bisogno di uno psicologo.
TUTTI, dico tutti, mi dicono "calma, hai tredici anni, non occuparti di cose più grandi di te".
Ma ho paura, anzi, ho il terrore che se non me ne occupo adesso, non potrò occuparmene nemmeno in futuro, all'età giusta (ma cos'è l'età giusta? Quand'è l'età giusta?), per mancanza di una base.
Ma la base è ingiusta. L'essere umano è sbagliato. La mente umana è orrida, imperfetta, un esperimento andato male. (E come tutte le cose orride, ha il suo terribile fascino... ma questo ora non c'entra.)
La nostra mente ha bisogno di un qualcosa che appoggi tutti i suoi ragionamenti.
Ok, ho bisogno di un'immagine.


L'ho fatta adesso in cinque secondi, tecnica Stabilo 0.5 su carta e Paint.
Va letta dal basso verso l'alto. In basso c'è l'Incognita, quella base di cui parlavo prima. Nessuno SA O PUO' SAPERE (al momento) cos'è, visto che la conoscenza comprende i ragionamenti e l'apprendimento conscio e subconscio. Quindi, PER ESEMPIO (un esempio banalissimo e scrausissimo, non fantasioso per non confondere le idee né a me né a voi), l'Incognita potrebbe essere la nostra convinzione (conscia) che esistiamo come persone, tangibili e reali.
Sarebbe una convinzione abbastanza discutibile, dato che ad esempio potremmo stare sognando, o essere noi stessi un sogno di qualcuno, o essere tante coscienze di un solo essere, o non esistere affatto.
Ma potrebbe essere una convinzione.
E se lo fosse, tutte le nostre leggi mentali sarebbero condizionate da questa base. Il fatto, ad esempio, che alcuni credano in Dio è dettato dalla convizione che esistiamo (ma non è la loro Incognita, il perché lo spiegherò poco più avanti).
Sto facendo un discorso molto semplificato. L'Incognita dev'essere qualcosa di legato all'essenza assoluta di ogni cosa, che esista o meno, la sintesi della verità.
Ma SOOOORVOLIAMO sull'Incognita.
Insomma, su di essa si costruiscono un sacco di altre verità, su ogni argomento, dal come deglutire al come spegnere il cervello per dormire, o dal concetto di numero (che non è definibile a parole, esattamente come la nostra testa non può essere svuotata ed esplicata a parole) o alle elucubrazioni sull'argomento musica, o al senso di giustizia.
(Ok. Sono arrivata qui partendo dalla musica, ora devo finire il discorso con essa.)
Io mi stavo chiedendo se i giudici, nel particolare musicali, fossero nel torto. Astrattamente sono nel torto, umanamente non lo sono, come in tutte le scelte e i giudizi.
Prima avevo la convinzione che la bravura di un musicista fosse oggettiva, pur non capendo in cosa consistesse quest'oggettività. La riflessione su questo fatto (A2, in alto a destra), la quale era una diramazione del fatto stesso (A), mi ha portato a eliminare il fatto perché era poco verosimile. (O perché non lo capivo? Ma è un altro discorso.)
La nuova convinzione base sul giudizio della musica era: la musica, in quanto arte, non può essere giudicata oggettivamente. Quindi la distruzione mi è sembrata buona e giusta, amen.
Ma vecchi fantasmi si sono ripresentati: quando le vecchie convinzioni si sono sgretolate, le loro macerie si sono depositate sulle convinzioni più in fondo, quelle ancora integre, da cui poi sono sorte le nuove diramazioni.
Che avevano caratteristiche delle vecchie convinzioni: mi sono detta, riprendendo il vecchio dilemma del giudizio, "ehi, forse ci si può permettere di giudicare, dal punto di vista umano, quando si sanno molte cose sull'argomento".
Ma è una cosa troppo infantile e stupida e... boh. Anche se la piccola grande libertà di giudicare - cosa astrattamente sbagliata ma umanamente giusta, come dicevo prima - perché conoscono bene la musica, non è detto che ciò sia giusto. Anche se alcuni critici sono eminentissimi e coltissimi etc. etc., e di fatto mi hanno ispirato indirettamente questo post.
Insomma, mi ritrovo senza criterio di giudizio personale sulla musica. Dovrò vagare senz'arte né parte nel mio universo preferito - secondo a quello delle parole e a quello della fantasia, s'intende.
Insomma, cercherò di farmi un fritto misto di cultura musicale. Frittata di generi diversi, artisti diversi, ideologie diverse.
Il che non è sbagliato. È correttamente neutrale. Ma mi fa sentire persa.
Come il non capire un cazzo di questo periodo, dovuto anch'esso alla mancanza di una base ma troppe diramazioni pericolanti e semidistrutte.
E IL CERCHIO SI CHIUDE. BOOM.

Nessuno di voi avrà capito qualcosa di questo post. Ma è ok.
A me è servito, a voi non deve servire per forza, anche se me lo augurerei.
Ciao, vi lascio.

PS: per il disegnino voglio COME MINIMO UN NOBEL.

giovedì 13 settembre 2012

Day two.

(PREMETTO CHE STASERA ARRIVA UN POST SULLA RELIGIONE CON CONTENUTI SPECIALI. UHUHUHUH, ANTO, STAI PRONTA.)

Oggi mi sono persa due volte. LOL.
"Dov'è la 1H?" chiedo al bidello, che è sulla sedia a rotelle.
"Sali le scale, fai il corridoio e giri in fondo."
"Ok."
Salgo le scale sbagliate, torno indietro contromano tra la folla, percorro mezzo liceo, salgo le scale giuste ma imbocco il corridoio sbagliato, anche se era quello indicatomi dal bidello.
Torno al piano terra.
"Scusi, mi sono ri-persa, mi sa dire dov'è la 1H?" chiedo al secondo bidello, che mi indica la stessa strada.
Salgo le scale, imbocco di nuovo il corridoio sbagliato... e mi vedo venire incontro i miei compagni, visto che anche loro avevano sbagliato strada e stavano tornando indietro. :'D  E così arrivammo tutti sani e salvi in classe.
Prima ora: religione. Prof promettente, abbastanza giovane, dice che non vuole quaderni, vuole solo il libro e partecipazione, vuole che contestiamo ciò che dice e facciamo domande. Alleluja. (Rimanendo in tema.)
Seconda ora: matematica. Abbiamo V, quel prof che tutti dicono simpatico.
A me ricorda un po' l'insegnante di tecnica che avevo in prima media. (Tra l'altro hanno entrambi la pelata, LOL.) Simpatico, divertente, bravo, ma severissimo. Non so se mi piace. Cioè, so che, quando tra dieci anni ricorderò le mie superiori, nutrirò un'immensa gratitudine per lui (come è successo con quello di tecnica, secondo solo alle sue colleghe di matematica, inglese e quella di francese di terza)... ma non mi piace essere così sotto controllo. Non ci fa nemmeno guardare fuori dalla finestra. E a me piace guardare fuori mentre ascolto. Sigh.
Alla terza ora abbiamo conosciuto la prof di fisica.
E' alta un metro e quaranta, con i capelli tinti di rosso e un naso aquilino. (?) Ci ha fatto ripetere, IN ORDINE ALFABETICO (THOM BANANA, BANANA DI QUEL THOM DI BANANA), gli argomenti di matematica e scienze che ciascuno ha affrontato l'anno scorso nella sua scuola.
Ma Dio banana. Cioè, intendo dire, Thom banana. (#lol)
Come al solito, molto timidamente ho rotto il ghiaccio dicendo tutto. Tranne Mendel, me lo sono dimenticata.
E ho detto POLÌEDRI AL POSTO DI POLIÈDRI. La prof non me l'ha corretto, ma sicuramente l'ha notato. Sigh. Again. Fuck. Ok. Basta.
E vabbè. Alla quarta ora abbiamo avuto inglese. La prof è una di quelle con i capelli corti e tinti di nero, un po' gonfi, occhiali da gatta, camicia infilata nella gonna al ginocchio. L'ho vista e ho pensato: yeah, questa è forte. Mi ha ricordato la mia ex profe di inglese (NOOOOO LA PUDDU MI MANCA), appunto.
E ci ha fatto fare lezione subito. Vabbé, in inglese sono brava.
Prima di tutto ha scelto un nostro compagno e ha detto ad alcuni altri di porgli delle domande sulle sue vacanze. E faceva ripetere domande e risposte a studenti a caso ("Tu, ripeti; laggiù, ripeti... no, così...; tu...").
Poi ci ha detto: "Ora sapete come ha passato le vacanze R, scrivete un testo."
Ha fatto leggere il proprio testo ad alcuni di noi, tra cui io (solo perché, per una volta in vita mia, ho alzato la mano - cosa che NON FACCIO MAI, ma dico MAI).
Mi ha corretto solo una cosa, che tra l'altro ha corretto a tutti, e mi ha detto pure "that's nice". Solo a me.
:'D Quanto mi sento secchia a fare questa faccina. Mi sento secchia e basta. E odio sentirmi secchia. E odio raccontarvi di scuola. A me non piace la scuola, mi piace solo imparare. Non studiare, non prendere bei voti, solo imparare. E stare tutto il dì in una classe dove adulti rompi palle si divertono a fare i tiranni "perché a casa comanda mia moglie" (cit. prof V, LOL) mi stressa. Ed essere in competizione mi stressa. (E lo trovo infantile.) E dover soddisfare le aspettative del mondo. Non so perché tutti si aspettano qualcosa da me.
Che cazzo volete? VIAAA LASCIATEMI IN PACEEE ç_ç
Ma, per la prima volta, HO VOGLIA di fare le cose per bene, non à la cazzo come alle medie.
Giusto per stressarmi di meno la sera, quando mi capitava di dimenticare i compiti e cercare un modo per non farmi sgamare. (Non mi hanno mai sgamata. Addio bei tempi. ♥)
Oh, ora basta, che devo fare davvero i compiti. Di inglese. Si, ce li ha dati. Mi sta già meno simpatica. LOL
Non farò più post così noiosi sulla scuola, è deprimente per me e per voi. Semmai ne farò uno martedì, visto che purtroppo per me avrò la temuta educazione fisica. ç_ç
NON VOGLIO FARE IL TEST DI COOOOPEEEEER
MORIROOOOOOOOO'
Ciao.

ODDIO LO STRILLO DI THOM IN YOU È FANTASTICO.

mercoledì 12 settembre 2012

Primo giorno di altri [(365-110)x5].

Non so nemmeno perchè sto scrivendo questo post, dato che non sono dell'umore e non ho voglia di descrivere la giornata.
Insomma, oggi due ore di scuola, dalle 10 alle 12. Classe 1H del più importante liceo scientifico di Brescia. Ovviamente sono la prima dell'elenco, ti pareva. Non era così scontato che lo fossi, visto che sono una B, quindi sono scazzatissima.
Prima ora: due secondi in aula magna dove il preside temporaneo ha detto bla bla bla e i vicepresidi idem. Poi ci hanno diviso per classi e ci hanno portato nelle rispettive aule.
Ovviamente la 1H è al primo piano e in culo ai lupi, bisogna salire una rampa di scale nascosta in un angolino, poi percorrere il corridoio fino alla fine, svoltare e percorrerne un altro.
Arrivati in classe, tutti hanno iniziato ad agitarsi per prendere un posto, e siamo finite, in ordine, M (la prima che ho conosciuto tramite Facebook), C, G e io, nella terza fila a destra. Quindi al momento sono vicina alla finestra, e per un po' non ci cambiano posto. Ottimo, io mi sento a posto solo vicina alla finestra. Oltretutto il cambio di vista dalla mia vecchia classe, la 3D (della più sfigata scuola media di Brescia, per restare in tema), è disorientante ma piacevole. Fino a pochi mesi fa dalle finestre in alluminio vedevo un parcheggio, un condominio giallo sbiadito, una strada trafficata, una rotonda e tristi edifici commerciali - nonchè l'ala sinistra della scuola stessa, color zucca ammuffita (così scrissi in un tema in prima media, divertendo alquanto la prof). Mentre ora davanti a me ho una bellissima casa di pietra e il suo giardino dove sorge un pino; oltre essa si posso vedere altre case antiche, mentre sulla sinistra si intravede un viale alberato. Tra la scuola e la casa c'è una di quelle strade tipiche dei centri storici, a doppio senso ma strette e inclinate verso i marciapiedi; quel tipo di strade che amo perchè mi ricordano i sabati al mercato e BLA BLA BLA BLA
Torniamo a oggi. Che dicevo? Dicevo che sto seduta lì. Bene, la prof di italiano, che ci aveva condotti sino all'aula, ci ha un po' spiegato cosa faremo in questo primo quadrimestre. Questa prof mi è sembrata simpatica anche se un'informatrice di C aveva detto che era un po' stronza.
Suona la campanella, quella di italiano esce di scena ed entra quella di latino e geostoria. Sembra freddina e un po' depressa, poi invece si ingentilisce, forse notando l'allegria di due miei compagni scambiandola per idiozia, pur rimanendo severa. E' sistematica nel farci conoscere tra di noi: distribuisce dei fogli con 25 spazi numerati nome/cognome/data di nascita/indirizzo/ex scuola/interessi, poi ci fa alzare uno alla volta in ordine alfabetico e ci fa presentare in modo che gli altri possano appuntarsi sul foglio i nostri dati. Capita la tipa, eh? Scarsa fiducia nella nostra capacità di socializzazione.
Ovviamente tocca a me rompere il ghiaccio, visto che sono la prima (ODIO).
"Ilsa McWeird!" [Ci sto prendendo gusto a sostituire il mio nome con il mio pseudonimo, ndr]
"Ehm... sono nata il 18/11, vabbè del '98, e abito in Via dalle Palle 123."
"Che medie hai frequentato?"
"Eh, ero alla Kennedy..."
"Ah, capisco. Conoscevi già qualcuno qui?"
"Una ragazza, uh, ma è in un'altra classe..."
"Eh, si, quindi nessuno, ho detto qui..." Simpatica. "Interessi?"
"Eeehh, mi piacciono la musica e la scrittura..." Mi sono dimenticata la lettura, ma oh, dettagli.
"Ah, cosa scrivi?"
Eh, sa, ho un blog... ahaha, ma lei non lo saprà mai! "Tengo un diario e scrivo alcune storie."
"Oh, bello. E la musica? Suoni qualcosa?"
"Si, la chitarra, e canto."
Praticamente, con questo triste sistema da prof ho scoperto che la mia compagna di banco G suona il pianoforte e canta, una tizia e un'altro tizio suonano il flauto traverso, due ragazzi la chitarra, un altro ancora il clarinetto da sette anni e l'unico ripetente della classe la batteria.
"G, quello suona la batteria! Tu non lo sai, ma sei già assoldata come tastierista nella mia futura band. Pigliamo anche lui?"
Ah, i compagni. Di scuola e di classe. È per loro che sono così scazzata oggi.
Mi aspettavo chissà che cosa, e sono stata ricompensata con una classe di calciatori e rugbisty e nuotatori e tennisti e primini che amano le automobili. Tra l'altro tutti i bei ragazzi (ne ho visti SOLO DUE, per di più, nonostante per i corridoi ci fosse un quarto abbondante dei millecinquecento studenti del liceo) sono nelle altre classi.
Ma poi, a parte tutto... che noia. C'era più aria di diversità e divertimento al ginnasio classico, con i ragazzi che uscivano nel cortile e fumavano davanti ai professori, i metallari capelloni, e quant'altro.
O magari è solo una mia impressione, tutta questa monotonia.
Se non altro tutte le ragazze della classe sono simpaticissime (o almeno mi sembra fin'ora): siamo solo in 7 femmine e 18 maschi.
Domani vi saprò descrivere con più precisione l'ambiente in cui mi trovo: mi aspetta un tour panoramico della scuola...

martedì 11 settembre 2012

11/9/01: due parole.

Avevo due anni, il presunto motivo dei 2974 morti lo seppi a sette.
Fino a poco tempo fa pensavo che l'attentato fosse l'emblema di quanto l'estremismo religioso possa portare morte.
Poi ho scoperto che, settimane prima dell'11 settembre, avevano effettuato dei "controlli" alle torri, chiudendole per qualche giorno, o almeno così mi pare di ricordare.
Secondo alcuni, le autorità americane con questo controllo avrebbero camuffato il posizionamento di bombe nelle strutture del WTC. Non è così improbabile, pensateci.
Se un aereo si schianta su una torre, quella non collassa su se stessa, ma cade di lato.
E' come se gli USA avessero fatto tutto da soli. Ingaggiano diciannove presunti attentatori, tanto muoiono tutti nell'impatto quindi nessuno può dire se sono orientali o occidentali, e poi fanno schiantare diversi aerei qua e là.
Le torri ovviamente non possono cadere di lato, sennò si schiantano al suolo e le vittime diventano troppe, dunque piazziamo delle bombe nelle strutture così cadono su loro stesse.
A me pare, ma è solo una supposizione, che... boh. Mi sento un'idiota complottista, ma è così. Sarà che ho un po'... no, nulla, ora lo dico.
Non è che l'han fatto apposta per andare a far guerra agli afghani? Dànno la colpa a loro, ed hanno un movente, un motivo valido per portare avanti un conflitto sanguinoso e inutile e per sperperare soldi. Per far guerra non per motivi patriottici, logicamente, ma economici.
Tra due piaghe dell'umanità, denaro e religione, quella che dirotta maggiormente le persone è la prima.
So che sono una pazza idiota delirante complottista, ma prendete in considerazione questa teoria.
Solo per curiosità.
Fatevi sempre più domande del consentito.

...Continuo a sentirmi paranoica e idiota, però fatevi lo stesso più domande del consentito.

lunedì 10 settembre 2012

Non capisco niente.

Allora. Bello. Partiamo dal fatto che non so, davvero, se provo sentimenti.
Un di quelle domande alla Matrix che mi sogno di notte e che di giorno sembrano acquistare fin troppo senso.
E proseguiamo con quella cosa chiamata sindrome di inferiorità, e poi con il suo quasi-opposto megalomania, che mi impregnano i neuroni.
Possiamo anche dire che sono al contempo diffidente e cieca. Non mi lascio avvicinare nel mondo reale, ma appena trovo un appiglio, un concetto che nella mia mente prende la forma di una persona, che mi possa salvare dal mio pensare troppo, dal mio soffrire per la confusione, mi ci aggrappo con tutte le mie forze.
Affido il cuore e l'anima a qualcosa di non tangibile, di volatile, di astratto, a qualcosa - che io chiamo qualcuno - che esiste solo nella mia testa.
E poi do del debole a chi è religioso. In verità non dovrei guardare le differenze - cioè che il mio malleabile credo non spinge a discriminazione e violenza, e che fondamentalmente mi rende diversa, al contrario della maggior parte delle religioni, che ci arginano e ci omologano - ma le uguaglianze: ognuno di noi ha bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi, qualcosa che si adatti a noi, che ci renda sicuri di noi.
Non possiamo farne a meno. Anche lo spirito più libero ha qualcosa in cui crede.
È per questo che molti di noi vivono per qualcosa, chi per una persona, chi per una religione, chi per un cheminchianesò, chi per ciò che chiamiamo noi stessi.
Io sono per quest'ultima. Bisogna vivere per noi stessi, cioè per i nostri ideali o i nostri valori.
Bisogna vivere per ciò che riteniamo giusto.
Il punto è che io non vivo per ciò che ritengo giusto, vivo per qualcosa che gli altri vogliono che io ritenga giusto.
Ho paura di non avere senso critico, di essere condizionata, di essere come una fortezza inespugnabile per le persone a cui vorrei mostrarmi e come un libro aperto per quelli che vogliono cambiarmi.
Ho la fissa dell'emancipazione mentale. Voglio vivere per ciò che IO ritengo giusto.
E ho la fissa del non voler morire senza aver fatto nulla. Voglio fare qualsiasi cosa.
Mi sento un misto di arte e scienza.


No, non sono una meraviglia, ovviamente. La mia megalomania più o meno latente non arriva a queste vette.
Ma posso creare meraviglie. E voglio crearle.
Voglio diventare l'artista matematica che sono. E creare più meraviglie che posso, in ogni modo. Fare musica, fare letteratura, fare arte dell'immagine, fare architettura, fare scienza, medicina, imparare più cose che posso, comporre un sacco di roba, scrivere più che posso, costruirmi una casa dalle bizzarre stanze circolari tra montagne e lago e dipingerla io stessa, e poi viverci poco a causa dei miei molti viaggi in giro per il mondo.
E fare Arte, quella con la A maiuscola, quella vera, quella che cambia le persone.
E dovrei imparare a fregarmene di ciò che pensa la gente, perché le persone che contano sono quelle che non giudicano né me né gli altri.
Ma davvero io non riesco a fregarmene.
È che speculo troppo. Mi chiedo, senza paranoie, ma comunque lo faccio, cosa gli altri pensino, come gli altri metabolizzino le informazioni, come reagiscano a ciò che succede loro.
E conseguentemente a questo mi comporto SECONDO COME PENSO CHE GLI ALTRI METABOLIZZERANNO CIÒ CHE DICO, CIÒ CHE FACCIO, CIÒ CHE PENSO CHE LORO PENSANO CHE POSSA PENSARE.
Sto male, sul serio. Ognuno di noi tende a farlo, ma il fatto che io me ne renda conto e che lo scriva in caps lock è preoccupante. Però la prendo sul ridere, so che se mi impegno nel tentativo di fottermene altamente allora riuscirò, e che se riuscirò risolverò gran parte dei miei problemi.
E magari risulterò meno socialmente imbarazzante.
"Lol".

domenica 9 settembre 2012

Cambio nome, cambio immagine, cambio indirizzo...

Salve, da oggi chiamatemi Ilsa, o se volete essere formali Miss McWeird.
Familiarizzate con il mio nome, comportatevi con questa new entry come se aveste sempre saputo che mi chiamo così.
Io sono Ilsa. Io, qui, dove scrivo, sono Ilsa McWeird.
L'indirizzo nuovo del blog è overthinking-dreamer.blogspot.com, ma voi di sicuro lo saprete, visto che mi seguite ancora tutti quanti...
Beh, che dire?
Alla fine ho scelto quello che aveva un grande significato, per me.
Anche se Kree era geniale, Alic. xD
Vi auguro una buona serata e una buona settimana... Io mercoledì inizio il liceo...
Non vedo l'ora. Anche se devo dire che sono la meno agitata tra le persone a cui ho chiesto come si sentono...

mercoledì 5 settembre 2012

Addio Marten.

No, non mi voglio suicidare, ovviamente.
E' che voglio mandare al patibolo la me passata, quella che tutti chiamavano Marten.
Marten deriva da Mar10, soprannome datomi dalle amiche in prima media.
Praticamente mi piaceva un tizio soprannominato Ben10 per non so quale motivo, forse perchè era basso, castano e aveva giganteschi occhi verdi come il tizio del cartone/anime/nonsocherobaera.
E quindi la mia tenerissima amica A iniziò a chiamarmi Mar10. è.è
Ma mi sono rotta di chiamarmi così. Mi sta stretto come soprannome.
A parte il fatto che significa "martora", il mio animale preferito perchè compare di Dita di Polvere (AWWW chi ha letto Cuore d'Inchiostro? *w*).
Comunque, stavo dicendo prima di divagare, inizia pure a farmi schifo.
Non so quale diventerà il mio soprannome tra gli amici, ma gli pseudonimi e nomi d'arte per Internet ecc. vorrei scegliermeli io.
Si, prima o poi cambierò nome di Blogger e anche indirizzo di Fly Away, ma state tranquilli, prima devo TROVARLO, un nome.
Fatto sta che questo nuovo nome deriva PRIMA DI TUTTO dalla nuova me.
Non più la ragazzina scrausa (XD), ma l'artista.
Vabbè, comunque, come cognome d'arte pensavo a Weirdo.
E' figo. Significa stranezza, strambo. E compare nella canzone Creep dei Radiohead, quindi +1000 punti.
E nome... non so.
AIUTATEMI.
Allora, pensavo a Ilsa (deriva da Ihlsa, che a sua volta deriva da I Hate Love Stories, che è un modo politicamente scorretto di dire "odio la banalità").
Oppure Leslie. Oppure Eva (quant'è bello 'sto nome?). Oppure Leah. Insomma non so.
Consigliatemi.
Ilsa Weirdo, Eva Weirdo, Leah Weirdo, Leslie Weirdo?
O meglio, datemi un nome!
Non pensate al fatto che mi chiamo Martina, datemi un nome, inglese o italiano o non so (basta che sia esistente), che mi si addice!
Amo 'ste cose. Dai, vi chiedo per favore di dichiarare le vostre preferenze tra quei quattro sopra e darmi un nome. Divertitevi. Non siate troppo stronzi, please! XD

lunedì 3 settembre 2012

Orientamento sessuale, adolescenza, leggi e tanta sfiga.

Post lungo. Bigotti stay away.
Parto col dire che parlare di queste cose non mi imbarazza, non mi pare immorale o qualsiasi altra stronzata. Per me è naturale, fine. L'unica cosa che mi imbarazza al mondo è cercare di spiegare me stessa.
Beh, c'è anche da dire che da piccola ero convinta, dico CONVINTA di essere un maschio.
E' una cosa strana, ma non è casuale. Il fatto è che in prima e seconda elementare pensavo di essere dei personaggi di storie/film che mi piacevano. Per un periodo credevo di essere il detective Conan. A quell'epoca risale la mia scenata davanti al McDonald's con i miei genitori, anche se erano già separati. Non mi ricordo cosa ci facevamo lì. Avrò avuto sei anni.

-Sono un maschio!!!-
-Ma no, sei una femmina che in fondo è un maschio che in fondo è una femmina, tesoro- disse mia madre con un tono a metà tra lo sconcertato e il preoccupato.
-NO!!! Sono un maschio!-

Scrivere di queste cose adesso mi fa ridere! Ahahah aspettate che mi riprendo.
No, a parte tutto, è una cosa che mi contraddistingueva. Ero una bimba strana, non avevo in mente i canoni tipici maschio=blu/femmina=rosa. A carnevale quando avevo tre anni mi vestii da Zorro. Poi seguì il periodo Conan e poi il periodo Harry Potter - si, credevo di essere Harry Potter. A scuola ero paladina della giustizia (?), difendevo le femmine dai maschi, e stavo molto spesso anche con questi ultimi. All'asilo giocavo a costruire trappole per Lupin con i miei due migliori amici, e alle elementari disegnavo Goku e tracciavo piste per macchinine con i miei compari.
Se vi state chiedendo cosa credo di essere adesso, vi rispondo che spiritualmente mi sento un essere asessuato, neutrale, mentre come comportamenti e aspetto sono sicuramente una ragazza. Introversa, controversa, a volte timida e a volte impazzita, magari poco fine, ma una ragazza.
Mentalmente non ho i caratteri tipici dell'adolescente maschio nè femmina.
Sentimentalmente non sono attratta da nessuno. Nè ragazzi nè ragazze, semplicemente mi sembrano tutti troppo stupidi, troppo chiusi mentalmente, e quelli che mi sembrano intelligenti non sono semplicemente il mio tipo.
Oh la la, che smorfiosa che sono. Ma è la verità.
Non riesco a prendermi una cotta per qualcuno, perchè non mi attraggono le persone normali.
D'altronde, credo che l'innamoramento e in seguito l'amore siano qualcosa di diverso per ognuno.
C'è chi cerca bellezza, chi cerca simpatia, chi cerca tenerezza, chi cerca romanticismo. Io cerco quel misto di intelligenza, fascino e creatività che contraddistingue gli artisti.
Ho trovato una definizione interessante, su internet:
Un sapiosessuale (dall'inglese sapiosexual) è una persona che è sessualmente attratta dall'intelligenza negli altri, spesso indipendentemente dal sesso di questi ultimi.
Diciamo che sessualmente no, ma calza, cavolo.
A me del sesso di una persona non me ne frega proprio, è superfluo.
Sarò infantile, o verginella o che ne so, ma ragazzi è così.
Poi vabbè, l'aspetto fisico non riesco a tralasciarlo del tutto. Ma va detto anche che una persona intelligente non va in giro conciata in questo modo.

"Ma dove cazzo andate conciati così?!", dice il mio tenero e fine gatto Jimmy.

E poi se uno è bruttino ci fai l'abitudine. Ad esempio, Matt Bellamy sembra un criceto incidentato, e Thom Yorke un barbone storpio, ma ho una così alta considerazione di loro e del loro genio che per me sono i più fighi dell'universo. Per capirci.
Io tutti questi tipi di orientamenti sessuali non li capisco, uno ama e basta, però devo dire che se bisogna dare un nome alle cose per capirle appieno, allora sapiosessuale è un utile neologismo.
Ora, molti di voi penseranno "anche io sono sapiosessualeee anche a me piacciono gli intelligentiiii", ma il punto non è quello.
E' che la maggior parte di voi che lo penserete è eterosessuale, mentre io a questo punto non sono così convinta di esserlo.
Ok, al giorno d'oggi va di moda (fingere di) essere gay, o lesbica, o bisessuale. (E' figo anche avere l'amico gay, ma questo è un altro discorso.)
Ho un'amica che è convintissima di essere bisessuale solo perchè ha baciato una tizia, e delle oramai conoscenti che millantano chissà quali esperienze lesbo. Comunque, persone a me molto care o meno, perlopiù ragazze, si sono fatte qualche domanda. Per molti è la giovinezza, è la moda, è non so cosa. Per altri invece è solo dubbio e approfondimento della conoscenza di se stessi.
Non so cosa sia nel mio caso, probabilmente la seconda anche si sa mai che brutti scherzi possa giocare il subconscio. Ma vi assicuro che quando dico di non essere sicura che mi piacciano solo i ragazzi sono completamente sincera e disillusa. Essere omosessuale o checazzisessuale non è figo, non ti rende speciale. E' normale.
Ognuno di noi nasce con tutte le possibilità: possono piacerti uomini, donne, entrambi, nessuno, oggetti, animali, cose persone città. Sono le nostre esperienze e l'ambiente a cui siamo sottoposti che formano il nostro carattere e le nostre preferenze in ogni campo.
In passato, l'omosessualità era odiata dai più. Oggi è "accettata" (che poi cosa devi accettare?) da quasi tutti ma comunque il modello di famiglia/coppia eterosessuale è sbandierato ai quattro venti come "normale" e tutto il resto è etichettato implicitamente con un non malvagio ma malizioso "diverso".
Come può un bambino, bambina, adolescente o adulto formarsi liberamente in un mondo così?
La non-libertà oggi è più difficile da vedere, perchè nascosta sotto un velo di falsi diritti, falsa uguaglianza, falsa apertura mentale. Una volta le falsità cercavano di spacciartele per verità in modo esplicito, oggi si fa tutto senza far scalpore, cosicchè ci caschiamo inconsciamente tutti quanti.
Ecco, falsità. E restrizioni.
Io non capisco un sacco di leggi. Restando inerenti al discorso amore e LGBT, io non capisco
PERCHE'. NON CI SI PUO'. SPOSARE. TRA PERSONE. DELLO STESSO SESSO.
La religione, non solo cattolica, è il principale motivo, chiaramente.
Non solo in Italia, sede della Chiesa Cattolica (gli stessi idioti che non approvano gli anticoncezionali, d'altronde), ma in molti altri Paesi, c'è sempre quella mino/maggioranza dubbia di rompipalle che si oppongono ai matrimoni omosessuali.
In molti Paesi dove ci si può sposare, comunque non si possono adottare bambini o fare la fecondazione assistita.
PERCHE'? Perchè c'è chi non vuole. Cicci miei, fatevi un bel padellino di cazzi vostri. Se due uomini si sposano non ti succede nulla, mica vi ammazzano il cane, dico io. Vi dà fastidio l'idea? Non pensateci.
TA DAAA, semplice la vita.
Ok, credo di avere finito di sclerare.
Basta, non ho nulla da dire, se non che ho una domanda da rivolgere agli omosessuali.
COME volete essere chiamati?! No, perchè ho letto scritti di lesbiche che si lamentano del nome lesbica perchè suona male. So che sarebbe meglio che la distinzione non esistesse nemmeno verbalmente, ma in società esiste lo stesso e siamo sempre al punto: se una cosa esiste, deve avere un nome per essere compresa.
Ora ho finito davvero. Ciao a tutti, belli e brutti, ma soprattutto belli perchè i miei lettori sottuttibbelli. ♥
Ciaaaaao.
PS: COMMENTATE IL FOTTUTO POST PRECEDENTE,  A D E S S O. Per favore, si intende. :3

domenica 2 settembre 2012

Una villa con diciassette stanze.

La settimana scorsa ho sentito al radiogiornale che "è stata venduta per *ehm* milioni di euro una villa a [non ricordo ma credo fosse in Inghilterra] appartenuta a John Lennon e Yoko Ono. L'immobile aveva diciassette stanze e il compratore è un uomo [bla bla bla]".
No aspetta.
Aspetta un minuto... diciassette? Hai detto diciassette?
Il giorno dopo mio padre mi è venuto a prendere per il fine settimana.
-Papà, per curiosità, cosa se ne fa uno diciassette stanze?"
-Non saprei.-
Lui è stato il primo della lunga lista di persone a cui ho fatto questa domanda.

L'ho chiesto anche a Cleverbot.

CHE SE NE FA UNO DI DICIASSETTE STANZE?
Ok, era Lennon. Scommetto che aveva uno studio di registrazione incorporato, e balle varie. Facciamo tre stanze dedicate alla musica. Per eccesso. Poi mettiamo in conto una camera da letto per loro due, a meno che non dormissero ogni giorno in una stanza diversa, il che non è da escludere.
Quanti figli avevano? Uno o due? Una camera per uno?
Bagni... due? A che ti servono tre o più bagni, soprattutto se sei in Inghilterra?
Una cucina enorme, una sala altrettanto enorme, un "salotto" tenero.
Approssimiamo a undici stanze.
Ovviamente avranno avuto una qualche "servitù", perchè essendo sincera non ce li vedo con spazzolone e Swiffer a girare allegramente per casa, ma nel conteggio delle stanze di una villa la palazzina dei domestici è sempre esclusa, se esistente.
Insomma, undici, e le altre sei? IMAGINE.
Immaginiamo.
Ad esempio, potrebbe esserci stata una stanza vuota, dai colori tenui e le superfici imbottite. Tipo ricovero psichiatrico. Sapete com'è, dopotutto sto speculando su amabili fattoni, con tutti quegli allegri pezzettini di stoffa colorati e quelle Lucy svolazzanti. Io un posto così me lo farei, per contorcermi in santa pace.

Mi è venuta una malsana idea. Disegnare una piantina di una villa strana e più grande possibile.
CON IL VOSTRO AIUTO. Si si. Voglio che lavoriate di fantasia e vi inventiate usi strambi per una stanza.
Divertitevi, vedrete che bel pasticcio che faremo saltar fuori!
Usi artistici, possibilmente. Roba originale, da hipster!
Da malati di mente, da musicisti, da scrittori, da pittori, da artisti di strada, da scienziati pazzi, da maniaci, da creativi, da inventori...
Non saltatemi fuori con il classico cinema! Siate pazzi!

sabato 1 settembre 2012

Pioggia. Freddo.

Che bello agosto...
Cosa? Siamo a settembre?!?! Perchè non me l'avete detto prima?
Mio Dio. La scuola. Che palle. Non voglio studiare, non voglio fare i compiti... Lasciatemi a fare le radici sul divano! L'unica cosa che mi spinge ad accettare la triste cronologica verità è che inizio il liceo, quindi c'è un certo tumulto, un'aria di novità.
Ah, e chiaramente si avvicina la bella stagione. Non vedo l'ora.
Io non ho una stagione preferita, a dire il vero. Le amo tutte e quattro per diversi motivi.
Ma non posso negare che, più del mare, più delle foglie rosse autunnali, più degli alberi in fiore, io ami il freddo. Amo poltrire in casa al calduccio. Amo le felpe, i jeans, i cappotti. Amo la neve, candida, perfetta e che tutti odiano perchè crea ingorghi stradali.
Ovviamente tutto il divertimento mi è guastato dal fatto che qui a Brescia, più che neve, tuoni o lampi, nei mesi invernali cada perennemente una pioggerella noiosa e inutile. Gne gne, sembra dire. Ah, è anche tossica.
E' anche per questo che mi piacerebbe vivere a Londra. Là fa sempre freddo. E piove spesso. ♥
A pensarci bene, anche a Parigi il tempo non era male. Ed era davvero una splendida città.
Oh, che idiota che sono. Continuo a dimenticare di fare quel post sulla mia vacanza...
Prometto che lo scriverò presto! Ho davvero dei bei ricordi di Parigi.