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lunedì 30 luglio 2012

Sogni e scrittura.

Ieri passeggiata in montagna.
Divertente e stancante. Infatti stamattina mi sono svegliata alle undici e mezza.
No, a dire la verità alle sette mi sono alzata dal letto per un quarto d'ora: mi era venuta l'ispirazione per la trama del libro.
Poi, riflettendo proprio sui temi dell'embrione della mia opera, mi sono sentita malissimo, come mai prima d'ora. Non all'altezza. Stupida. Mi sono detta che per buttarmi nell'impresa titanica della scrittura dovrei aspettare. La trama ce l'ho. E mi piace. Non è banale, sa di nuovo. E così anche i personaggi. Ho evitato adolescenti magici con un passato difficile. Non che non mi piaccia quel tipo di romanzi (paranormal romance, fantasy, e così via), ma se ne sono visti troppi ultimamente.
Però, e c'è sempre un però, sono troppo inesperta per rendere bene tutte le idee che mi sono venute in mente.
Dunque aspetterò, imparerò, e poi mi butterò a pesce nella scrittura.
Yeha. Evvai. Intanto ho altri racconti un po' meno impegnativi in sospeso.
E poi posso sempre buttar giù le idee, e così via.
Comunque, dopo essermi sentita un totale schifo mi sono addormentata.

E credo di aver fatto uno dei più bei sogni della mia vita. Anzi, il più bello a pari merito con quello in cui baciavo sulla guancia un giovane Matt Bellamy quando aveva i capelli neri (epoca pre-primo album). Solo che in quello mi ero sentita felice in modo razionale ed euforico.
In questo felice in modo inaspettato, dolce e libero.
Adesso che ci penso era un sogno, nel complesso, stranissimo, ma dalla metà in poi è stata l'esperienza onirica più verosimile di sempre.
Ho sognato come potrei, dovrei e da oggi VORREI sentirmi.
Non come i geni psicopatici, le regine megalomani, i ragazzini tristi che la mia mente partorisce tramite l'immaginazione, e a cui poi dà vita con la scrittura.
Non come una vecchia ragazzina che si sente sempre inadatta e la cui mente non è mai dove dove dovrebbe essere.
Ma come una normale adolescente, felice nel suo piccolo, alle prese con i suoi problemi amorosi.

Oh cielo ti prego, fammi essere normale per una buona volta.
Non farmi pensare più del dovuto.
Fammi innamorare di un qualsiasi stupido un po' carino, come dovrebbe succedere e come è successo a tutti gli adolescenti sani della storia dell'umanità. Svuotami la testa da tutta questo schifo. Fammi essere normale.

[Così mi renderò conto che il pensare troppo mi salverà dal casino intorno a me. E tornerò a essere la psicopatica di sempre.]

2 commenti:

Ilia Dianthe ha detto...

Ti stimo, il tuo ragionamento non fa una piega xD

Anch'io come te mi sono trovata a desiderare di non pensare più così massicciamente e volere un esistenza "normale" ma grazie ai miei pensieri sono arrivata al punto di capire che più normale di com'era la mia vita non poteva essere !

Baciotto <3

Ilaria ha detto...

sai, penso sia un po' il problema di tutti quelli che vivono per scrivere, quello di essere troppo razionali, troppo in combutta tra cuore e mente. Ma alla fine i veri artisti riescono a raggiungere l'armonia, l'intesa perfetta tra mente e cuore. E tu, che hai talento, sono sicura che ce la farai ;) non angosciarti troppo per questo, tante volte è meglio usare il cervello, specialmente a questa età :)
essere un'adolescente normale? Chi non vorrebbe esserlo? ho dedicato interi post riflettendo su questo, ho provato disperatamente ad esserlo e non ci sono mai riuscita. adesso sono arrivata a pensare: ok, io sono così, prendere o lasciare.